Herdonia, Faragola e Tomba della Medusa: la storia abbandonata. “Spariti reperti preziosissimi”

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Ambretta Cacciaguerra, proprietaria dei terreni dove insiste uno dei parchi archeologici più importanti della Puglia, Herdonia, scrive al governo dopo l’incendio che ha distrutto la villa romana di Faragola. Nella missiva, viene segnalato l’abbandono della Tomba della Medusa, di Faragola e di Herdonia.

“Per la tomba della Medusa, a Foggia – scrive -, riporto le parole del consigliere comunale Vincenzo Rizzi in un’interpellanza al sindaco di Foggia ed al presidente del Consiglio dell’epoca, Matteo Renzi: ‘Considerato che nel 1998 la Regione Puglia stanziò tre miliardi di lire, ai quali si aggiunse un contributo di 555 milioni del Comune, tali finanziamenti rimasero a lungo inutilizzati per motivi a me ignoti fino al punto in cui nel Luglio 2002, si arrivò alla sospensione ufficiale dei lavori. … omissis… In seguito furono assegnati al parco archeologico della Medusa oltre un milione e mezzo di euro nel quadro dell’Accordo di Programma tra Regione Puglia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Attualmente la Tomba della Medusa, come altre strutture culturali di Foggia versa in un totale stato di abbandono: la recinzione divelta, le strutture del cantiere sono state rubate o vandalizzate: tubi, impalcature, pannelli, compreso il box prefabbricato utilizzato dagli operai come spogliatoio e magazzino, la copertura risultano danneggiati’”.

“La situazione di abbandono e mancata sorveglianza – prosegue – hanno provocato atti di vandalismo anche nei confronti della tomba stessa: le colonne del vestibolo sono state abbattute, una base è stata addirittura rubata. Gli affreschi dei mosaici a ciottoli, restaurati sotto la direzione della Soprintendenza, ad un costo di 588 milioni di lire, sono risultati gravemente compromessi. Mentre nel sito archeologico di Arpi continua il saccheggio impunito da parte dei tombaroli. Ultimamente vi è stata una nuova gara di appalto per il “recupero e la valorizzazione dell’area” aggiudicato il 10 marzo 2016 per ulteriori 997.512,20 euro. Non mi risulta che l’area sia mai stata aperta al pubblico”.

“Per la villa di Faragola, ad Ascoli Satriano . continua -, pare siano stati spesi circa 3 milioni di euro tra fondi ARCUS, Mibact e Regione Puglia, per i lavori di sistemazione, andati a fuoco recentemente, anche per la mancanza delle più minime misure di sicurezza e custodia. Nonostante l’inaugurazione del primo lotto sia avvenuta 9 anni fa ed il sito fosse oggetto di visite guidate, non vi erano telecamere di sorveglianza, né segnalatori di fumo o sistemi di spegnimento di incendi. Ancor prima di stabilire eventuali corresponsabilità, sono stati stanziati nuovi fondi da parte del Ministero e promessi ulteriori fondi da parte regionale, per un totale di circa 2 milioni di euro. Le visite guidate, per gruppi di almeno 20 persone, erano gestite da un’unica società, non presente in loco, ma contattabile telefonicamente”.

“Per Herdonia, Ordona, dal 1962 ad oggi, il Ministero ha speso poche migliaia di euro per restauri, poi addebitati ai proprietari nella pratica di premio. Ha ricevuto in cambio, oltre allo scavo e sistemazione di un sito che è sicuramente tra i più importanti della Puglia, con soldi della missione belga, migliaia di reperti, molti dei quali attualmente risultano ‘dispersi’ o comunque ‘non trovati’ dalla Soprintendenza. Il sito è aperto dal 1962, le visite guidate sono effettuate da una pluralità di società e guide autorizzate, le visite singole sono garantite tutti i giorni dell’anno dal mattino ad un’ora prima del tramonto, la pulizia dell’area effettuata dai privati, ultimamente anche con la collaborazione del Movimento cittadino/Archeoclub Ordona, la custodia indirettamente fornita dal fatto che la strada di accesso passa davanti all’abitazione dei proprietari, la valorizzazione è sempre stata fatta a spese dei privati proprietari, di sponsors privati o di associazioni”.

“Queste sono solo alcune delle attività di valorizzazione del 2016: Borsa del Turismo Archeologico Paestum 2016 (privato), stand al Centro Commerciale Mongolfiera maggio 2016 (McO, Comune e privato), manifesto del RivivHerdonia 2016 (McO, Comune, privato e sponsor). Il Museo Archeologico di Herdonia, per il cui solo allestimento sono stati spesi dal comune oltre 730.000 euro, può esporre attualmente solo una decina di mediocri reperti tra le migliaia consegnati dal concessionario (molti ‘persi’ dopo la consegna) e le migliaia sparsi nei musei di tutto il mondo. L’Università di Foggia, per l’utilizzo, nell’allestimento del Museo, del materiale dell’Archivio Mertens (fotocopie di mappe, riproduzioni di foto e video), materiale donato dal professor Mertens al professor Volpe dell’Università di Foggia, ha richiesto ed ottenuto 100.040 euro (ricompresi negli oltre 730.000 totali). Il Comune ha inoltre pagato un contributo di 500 euro per poter esporre per pochi giorni una stele acquistata all’asta dall’Associazione Apulia felix presieduta dal prof. Volpe, che poi ha spostato la stele in altri Musei, ed ha pagato altri 500 euro per la copertura assicurativa dei reperti da aprile ad ottobre 2017. Nello stesso Museo sono da anni depositate e gratuitamente custodite decine di cassette con materiale di scavo proveniente sia dagli scavi di Herdonia condotti dai concessionari belgi che da altri scavi, su richiesta della Soprintendenza, ma nessuno di questi pezzi è visibile al pubblico. Il Museo è attualmente aperto il sabato e la domenica pomeriggio grazie a volontari qualificati.

“Ora – conclude -, invece di collaborare come sempre proposto, si vuole espropriare l’area del Foro di Herdonia. Visto lo stato in cui versano le opere realizzate dal pubblico in provincia di Foggia e le spese sostenute dal pubblico per realizzare interventi difficilmente fruibili mi chiedo: qual è la pubblica utilità di questo esproprio?”.

 

 

 

 

 

 

 

Con quale animo infame si può continuare a fingere di non conoscere l’importanza e l’immenso valore storico dell’Ipogeo della Medusa ad Arpi: qualcuno abbia il coraggio di controbattermi :

Per mettere in evidenza l’importanza della necropoli di Arpi , 1184a. C. e decantare la maestosa bellezza del l’Ipogeo della Medusa , non mi stancherò mai di ripeterlo : DURANTE L’EPOCA ELLENISTICA LA CONOSCENZA DELLA MITOLOGIA COMINCIÒ AD ESSERE CONSIDERATA COME UN SEGNO DI PROFONDA CULTURA : Ciò premesso , alla luce della clamorosa scoperta nella nostra città di siti archeologici , testimonianze artistiche di grande pregio, di fatto , già resi noti dalla nostra valente archeologa Marina Mazzei ,e come da me più volte menzionati su questa testata giornalistica:
quello che noi oggi dobbiamo accrescere , con competenze specifiche, per riuscire a guardare oltre l’orizzonte , delle già acclarate rivelazioni di studio , è non perdere l’occasione di scoprire scenari più belli e suggestivi: che cosa volevano trasmetterci , queste antiche popolazioni attraverso la cultura della mitologia degli antichi miti , nel tentativo di fare luce sulle istituzioni politiche , religiose dell’antica Grecia e, in generale , di tutta l’antica civiltà greca, quindi , non da ultimo scoprire L’AFFASCINANTE STORIA DELLE RADICI DELLA NOSTRA CITTÁ !
Ovviamente, parliamo sempre di un periodo storico a.C. In cui la religione ellenistica , non presentava più i tratti caratteristici della religione greca, poiché risentì molto degli influssi provenienti dall’Oriente .
Al culto delle divinità greche dell’Olimpo, si affiancò quello di divinità orientali.
Inoltre , LA RELIGIONE NON FU PIÙ SENTITA COME UN ELEMENTO DI UNIFICAZIONE ANCHE POLITICA, MA SEMPLICEMENTE, COME UNA ” RICERCA PERSONALE E INTERIORE”. (Insomma , per dirlo in parole comprensibili, anche prima della venuta di Cristo sulla terra, molte antiche popolazioni hanno tentato di dare un senso, un valore , alle loro esperienze di vita, ed è proprio questo che noi dobbiamo ancora scoprire) – Fra gli dèi greci, quello maggiormente adorato, fu Dionisio .
Tra le divinità adorate nel periodo Ellenistico , il cui culto era tipicamente orientale, ricordiamo quelle di Mitrha e Serapide.
Entrando nello specifico della nostra città : è inevitabile non citare “ARPI E L’IPOGEO DELLA MEDUSA”, come si fa a tralasciare pagine e pagine di storia , bisognerebbe dare alle fiamme una miriade di testi di letteratura italiana , letteratura antica , latina e greca , storia , filosofia e arte , demografia , geografia: La tomba della Medusa rappresenta, senza dubbio, uno dei monumenti funerari più imponenti ritrovato ad Arpi, “IL PRINCIPALE E PIÙ ESTESO CENTRO DELLA DAUNIA PRE-ROMANA” .
Questo monumento , come previsto dall’archeologa Marina Mazzei , doveva infatti rappresentare, per l’indubbia straordinarietà del monumento funerario, appartenuto ad una ricca e colta famiglia del III secolo a.C. L’ESPRESSIONE DELL’ ALTO LIVELLO RAGGIUNTO DALL’ARCHITETTURA E DALL’ ARTIGIANATO ARTISTICO , PROMOSSI DALL’ ARISTOCRAZIA ARPANA , SOTTO LA FORTE INFLUENZA DELLA CULTURA GRECA E SPECIFICATAMENTE MACEDONE DI ETÀ ELLENISTICA : Non a caso la scoperta dell’Ipogeo della Medusa ad Arpi , in passato ha riscosso l’interesse “Internazionale ” per il suo gran valore storico , artistico , letterario !
Come si fa a non citare , contestualmente , per meglio comprendere: La scoperta delle rovine della “civiltà micenea”, da parte dell’archeologo tedesco Heinrich Schliemann (XlX) secolo, e di quelle della “civiltà minoica a Creta” , per mano dell’archeologo brittanico Artur Evans ( XX secolo ), è stata di grande aiuto per chiarire molti dubbi relativi ai poemi omerici; grazie ad esse sono stati rinvenuti molti reperti archeologici relativi a particolari “racconti mitologici”.

E QUI COLGO L’OCCASIONE, PER RIBADIRE A GRAN VOCE ANCHE L’IMPORTANZA DEI MIEI APPROFONDIMENTI DI STUDIO, evidenziati proprio pubblicamente su questa testata giornalistica, in seguito ad un sequestro record di reperti archeologici , avvenuto in provincia di Foggia, in data 6 Ottobre 2017 segnalando a chi di competenza la valenza rimasta vergognosamente ancora , senza risposta , da vera denuncia penale : SUL RITROVAMENTO DELLA COPPIA FERMA TRECCE IN LAMINA D’ORO, (un oggetto personale , di innegabile appartenenza a Medusa , poiché già durante il sequestro era affiancato ai reperti di pertinenza con l’Ipogeo della Medusa : Tra i reperti più antichi, degni dei più prestigiosi musei ” venivano citati : un tipico “vaso filtro” dipinto, diversi, eleganti e ricercati crateri con anse a volute decorate da testine di “Medusa”, una pregiatissima “coppia di ferma trecce in lamina d’oro ” , un raffinato contenitore per oli profumati di pasta vitrea colorata e , per chi non le avesse riconosciute, vorrei aggiungere che tra le statuine, c’erano anche le “sorelle Gorgoni “.
Proprio quest’ultimo ritrovamento , come ho ben spiegato in altri commenti , ci rende “EREDI E CUSTODI ” di un aspetto culturale di notevole importanza : QUESTA SCOPERTA , AVREBBE DOVUTO ESSERE MOTIVO DI ORGOGLIO E DI ONORE PER LA NOSTRA CITTÀ, REGIONE, COMUNICARLA AL MONDO INTERO , E NON ESSERE SOTTACIUTA , proprio per la sua “immensa valenza storica”, poiché attraverso la leggenda , quest’ultimo ritrovamento ci consente di sposare , persino LA “TEORIA STORICA” SOTTO IL PROFILO LETTERARIO : ovvero , che tutti i personaggi citati dalla mitologia furono in realtà “persone umane realmente esistite” , che in seguito i racconti che a loro si riferiscono hanno più o meno trasfigurato !
Alla luce di quanto da me esposto potrei citare : un poema epico – mitologico di Publio Ovidio Nasone ( 43a. C. -18) Le Metamorfosi ( Metamorphoseon libri XV) incentrato sul fenomeno della metamorfosi. Attraverso quest’opera , ultimata poco prima dell’esilio dell’8 d. C. , Ovidio ha reso celebri e trasmesso ai posteri numerosissime storie e racconti mitologici della classicità greca e romana : incredibile, Ovidio , conferma quanto da me sostenuto attraverso il ritrovamento della coppia ferma treccia in lamina d’oro : ovvero la straordinaria bellezza della chioma della giovane fanciulla Medusa

TESTO
OVIDIO : LE METAMORFOSI ( Giampiero Rosati , Giovanna Faranda Villa , Rossella Corti ) ed. Rizzoli – TESTO LATINO A FRONTE.
cap. 4 VV. 770- 800
‘fare , precor, Perseu, quanta virtute quibusque
artibus abstuleris crinita draconibus ora ”
Narrat Agenorides gelido sub Atlante iacentum
esse locum solidae tutum munimine molis;
cuius in introitu geminas habitasse sorores
Phorcidas unius partitas lumînis usum;
id se sollerti furtim , dum traditur , astu
supposita cepisse manu perque abdita longe
deviaque et silvis horrentia saxa fragosis
Gorgoneas tetigisse domos passimque per agros
perque vias vidisse hominium simulacra ferarumque
in silicem ex ipsis visa conversa Medusa ;
se tamen horrendae clipei , quod laeva gerebat,
aere repercusso formam adspexisse Medusae,
dumque gravis somnus colubrasque ipsamque tenebat,
eripuisse caput collo, pennisque fugacem
Pegason et fratem matris de sanguine natos.
addit et longi non falsa pericula cursus ,
quae freta , quas terras sub se vidisset ab alto
et quae iactatis tetigisset sidera pennis.
ante exspectatum tacuit tamen : excipit unus
ex numero procerum quaerens , cur sola sorum
gesserit alternos inmixtos crinibus angues .
HOSPES AIT: ‘QUONIAM SCITARIS DIGNA RELATU,
ACCIPE QUAESITI CAUSAM, CLARISSIMA FORMA,
MULTORUMQUE FUIT SPES INVIDIOSA PROCORU
ILLA , NEQUE IN TOTA CONSPECTIOR ULLA CAPILLIS
PARS FUIT; INVENI , QUI SE VIDISSE REFERRET ,
HANC PELAGI RECTOR TEMPIO VITIASSE MINERVAE
DICITUR: aversa est et castos aegide vultus
nata Iovis texit , neve hoc inpune fuisset ,
Gorgoneum crinem turpes mutavit in hydros,
nunc quoque , ut attonitos formidine terreat hostes ,
pectore in adverso , quos fecit , sustinet angues”

TRADUZIONE IN ITALIANO E BREVE INTRODUZIONE:
Durante un pranzo di gala offerto dal re che governa : Cefeo padre di Andromeda , il discendente di Linceo si informa delle abitudini locali , dei costumi e del carattere della gente del luogo . Uno dei presenti lo ragguagliò in proposito e poi lo esortò dicendo :
Perseo , raccontaci tu , ti prego di qual coraggio hai avuto bisogno e di quali stratagemmi per strappare a Medusa il suo capo cinto di serpi . il discendente di Agenore cominciò a narrare come sotto il gelido Atlante si trovasse un luogo protetto da solide muraglie e come all’ingresso abitassero due sorelle figlie di Forco , che si valevano in due di un solo occhio . Raccontò che , mentre se lo passavano , egli di nascosto, con astuzia e rapidità, aveva allungato la mano e glielo aveva sottratto; e poi subito via , per strade nascoste e sperdute , per dirupi orride selve fino a raggiungere la casa della Gorgone . Qua e là per i campi e per le vie aveva scorto statue di uomini e di belve che erano rimasti pietrificati alla vista di Medusa . Anche lui l’aveva visto, l’orrido mostro , ma attraverso l’immagine riflessa nello scudo di bronzo che reggeva al braccio sinistro ; e mentre un sonno pesante gravava su Medusa e sui serpenti , le aveva staccato la testa dal collo . Dal suo sangue erano nati due figli Pegaso , destriero veloce e alato, e suo fratello . Poi il narratore continuò , elencando i reali pericoli che aveva incontrato nel lungo peregrinare, i mari e le terre che aveva visto dall’alto sotto di sé e le costellazioni che aveva raggiunto, librandosi sulle sue ali .
Ad un tratto la narrazione, malgrado l’uditorio si aspettasse ancora altro da lui . Uno dei dignitari presenti cercò allora di ravvivarla , chiedendo come mai Medusa , sola tra le sorelle, portasse nella chioma serpenti frammisti ai capelli . E l’ospite riprese :

POICHÈ LA TUA DOMANDA MERITA UNA RISPOSTA, ECCOTI LA SOLUZIONE DEL QUESITO. ELLA ERA STATA BELLISSIMA, OGGETTO DI SPERANZA E DELLA COMPETIZIONE DI MOLTI PRETENDENTI, MA LA SUA PIÙ GRANDE DOTE ERANO I MAGNIFICI CAPELLI. HO CONOSCIUTO UNO CHE POTEVA TESTIMONIARE DI AVERLI VISTI. SI DICE CHE IL RE DEL MARE VIOLENTÒ LA GIOVANE NEL TEMPIO DI MINERVA : ALLORA LA FIGLIA DI GIOVE ( ATENA) SI VOLTÒ INDIGNATA , COPRENDO I SUOI CASTI OCCHI CON SCUDO, E PERCHÉ IL FATTO NON RESTASSE IMPUNITO TRASFORMÒ I CAPELLI DELLA GORGONE IN ORRIBILI SERPENTI . E ANCHE ORA LA DEA OSTENTA SUL SUO PETTO I SERPENTI CHE HA GENERATO, PER RIEMPIRE I NEMICI DI STUPEFAZIONE E DI TERRORE.

Ovidio la descrive così : ” Di eccezionale bellezza , Medusa fu desiderata e contesa da molti pretendenti, e in tutta la sua persona nulla era più splendido dei capelli : ho conosciuto chi sosteneva di averla vista . Tra questi pretendenti ci fu anche un dio Poseidone , il quale , per riuscire a catturarla , si trasformò in un uccello , più precisamente in un ‘ aquila marina , e la rapì . La portò al tempio di Atena e qui profanò il corpo della ragazza , violentandola . La giovane piena di paura , si nascose dietro una statua della dea , lasciando però i capelli liberi , alla vista non solo del dio , ma di chiunque altro vi fosse entrato . Tutto questo non passò inosservato ad Atena .infatti si infuriò tantissimo, soprattutto per l’atteggiamento della ragazza , che in quella occasione, non nascondendo i capelli, aveva dato l’impressione alla dea di vantare la sua chioma come più bella . A quel punto la dea maledisse la ragazza , che si trasformò in un orribile mostro con occhi di brace che al solo guadarla pietrificava all’istante chiunque incrociava il suo sguardo , con enormi zanne al posto dei denti, una chioma serpentina al posto dei capelli e gambe e braccia artigliate .
Anche la morte di Medusa è da imputare in parte ad Atena , perché , quando Perseo ricevette il compito, da parte di Polidette re di Seride , di uccidere la Gorgone , Perseo , riuscì a decapitarla con uno scudo lucido come uno specchio che gli era stato fornito da Atena : raccomandando all’eroe di guardare Medusa solo di riflesso , per evitare che attraverso il suo sguardo diretto e mortale potesse restare pietrificato e , gli provvide anche una sacca magica dove riporre la testa decollata , per impedire che i poteri di Medusa continuassero anche dopo la morte .
Anche Mercurio lo aiutò in questa impresa dandogli un pugnale che riusciva a penetrare ogni materiale, i suoi calzari per renderlo velocissimo negli spostamenti e un casco per renderlo invisibile. Grazie a tutto questo armamentario riuscì a infilarsi nella terra degli Iperborei paese delle Gorgoni e trovatele addormentate riuscì a decapitare Medusa . Infine la testa di Medusa fu portata proprio ad Atena che la pose come effige sul suo scudo . La testa non perse i suoi poteri , ma i suoi occhi continuarono ad essere una minaccia di morte per chiunque la guardasse . Inoltre dalla testa decapitata nacquero due esseri mitologici, concepiti dalla violenza subita da Poseidone : il mitico cavallo alato Pegaso e l’eroe Crisaore . Infine dalle gocce di sangue cadute a terra sono venuti fuori tutti i serpenti velenosi del deserto libico , mentre da quelle cadute nel mare nacque il bellissimo e pregiatissimo corallo rosso .
Infinite sono le storie e i miti sulle Gorgoni e su Medusa : ne parla Omero , nell’Iliade e nell’Odissea , Esiodo nella Teogonia e ancora Stasino di Cipro , Pindaro , Eschilo , Apollodoro , Diodoro Siculo, Ovidio nelle Metamorfosi e altri ancora .
La studiosa Angela Giallongo ci dà questa definizione più moderna delle sorelle Gorgoni, figlie delle divinità marine Forco e Ceto : Il termine greco Gorgos indica un qualcosa di ripugnante , o meglio una creatura ripugnante . In effetti le Gorgoni rappresentano il nemico da combattere , da debellare , la degenerazione delle varie forme della corruzione: Euriale raffigura la corruzione sessuale , Steno quella morale e sociale e Medusa , con il suo sguardo ammaliante,la perversione intellettuale e spirituale . In sostanza incarnano le mostruose deformazioni della psiche conseguenti alla devianza delle pulsioni .
Ma , al di là di tutta la narrazione mitologica , quello che vorrei farvi entrare nel cervello è che l’Ipogeo della Medusa, per la straordinarietà del suo ritrovamento,in Arpi ancora oggi , potrebbe diventare un sito archeologico di altissimo interesse turistico: proprio per il suo immenso valore storico culturale che , per ognuno di noi dovrebbe motivo di orgoglio , di riscatto sociale per la nostra città : a chi , non piacerebbe poter spiegare al mondo intero , attraverso tutti i nostri reperti archeologici a disposizione, le conclusioni a cui erano giunti i più grandi e sommi Poeti della letteratura antica latina e greca , filosofia , su un rapporto che mi pare tutt’oggi presente nel genere femminile: In effetti , a una prima analisi superficiale noi ci troviamo di fronte a due forti figure femminili, le quali rappresentano rispettivamente la razionalità Atena e la bellezza Medusa . Quest’ultima ė la donna che possiede solo il suo aspetto esteriore , il potere di farsi largo nel mondo , un essere che attira a se chiunque con lo sguardo , ammaliando . Atena viceversa , è la donna che non possiede altro che la sua intelligenza e astuzia , ma che non ha armi di seduzione a disposizione. Quindi vi è un chiaro scontro tra bellezza e intelligenza. Scontro che, oserei dire è tutt’ora aperto , benché viviamo nel XXI secolo: come se la donna ancora oggi , non potesse essere bella e intelligente al tempo stesso . Scavando più a fondo alla leggenda noteremo che l’episodio di Atena, di trasformare Medusa in un mostro è legato al fatto che , la dea volesse rivelare la vera interiorità della mortale , liberando per così dire , Medusa dalle illusorie fattezze , tratti somatici, che si era creata per sedurre gli uomini e liberando a sua volta gli uomini da questa falsa illusione di perfezione femminile e da questo incombente pericolo. E proprio su quest’ultimo legame vorrei citare i versi di un altro grande poeta che , pur in poche righe , ci parla di Medusa . Il sommo poeta Dante nella sua celeberrima
Commedia , si esprime così:

Anche Dante Alighieri nel IX canto dell’inferno ci parla di Medusa
DANTE ALIGHIERI
Inferno Canto IX vv. 52 – 57
-Vegna Medusa: sì ‘l farem di smalto:-
dicevano tutte riguardando in giuso
-mal non vengiammo in Teseo l’assalto .
-Volgiti in dietro e tien lo viso chiuso;
chè se il Gorgòn si mostra e tu ‘l vedessi,
nulla sarebbe del tornar mai suso .-

Traduzione
Medusa : la minore delle tre Gorgoni , figlie del dio marino Forco ; la quale faceva impietrare , secondo il mito, chi la guardava nel volto
smalto : qui sta per pietra . Lo smalto è pietra : però che di pietra si fa
mal non vengiammo : male facemmo a non vendicare . Per la forma vengiare , probabile francesismo
in Teseo : contro Teseo . Allude al mito secondo cui Teseo , insieme con Piritoo , discese all’Ade per rapire Proserpina; fu fatto prigioniero , e poi , liberato da Ercole .
lo viso : gli occhi
nulla sarebbe : non si potrebbe più , non ci sarebbe più niente da fare . Essere niente ,in questo senso , era comune : non era niente di poterlo trarre de la fosse quanto poteva s’aiutava ; ma ciò era niente .
del tornar : quanto al tornare
in suso : sulla terra
Dante colloca Medusa presso le mura della città di Dite , come minacciosa guardiana del cerchio degli eretici. Qui ci sono anche le Furie Erinni , anch’esse con il corpo di donna e capelli serpentini , le quali , gridando e lacerandosi il petto , minacciano di far pietrificare Dante da Medusa . A questo punto interviene Virgilio , che invita il suo discepolo a chiudere gli occhi , che per sicurezza copre anche con le sue mani . Da ciò si evince che anche nel mondo degli inferi Medusa mantiene i suoi poteri di ammaliatrice e pietrificatrice . Quindi anche in Dante noi scorgiamo i medesimi pericoli che aveva intuito anche Atena . “Fissarla avrebbe spento per sempre ogni pensiero , ogni desiderio di conoscenza e di salvezza . Dentro quegli occhi si presenti a l’ incancellabile bruttura del peccato . Se lei si fosse impadronita con lo sguardo dei pensieri e dei sentimenti del poeta gli avrebbe portato via tutti i suoi Beni spirituali . Ogni sforzo cosciente di superare il male , ogni volontà di redenzione, ogni possibilità di raggiungere l’armonia . Impossibile esprimere meglio di così la paura del male , la cui forza avrebbe cancellato ogni pensiero buono e vitale . Ancora più rilevante è il fatto che a coprire gli occhi di Dante sia la sua guida Virgilio , il quale conosceva perfettamente il potere pietrificatore di Medusa , perché ne aveva parlato nell’Eneide . A tal proposito, ancora la studiosa Angela Giallongo , si esprime in questo modo : il sensibile gesto da magister era scaturito dal desiderio di proteggere le esperienze .
Per concludere in maestosa bellezza, la storia di Medusa , vorrei citare , anche il grande ammiratore dell’arte e del mondo ellenistico, Antonio Canova, fra gli scultori più riconosciuti di tutti i tempi , era un appassionato scultore della mitologia greca : Quando era al lavoro , nel suo studio , si narra che c’era sempre qualcuno che aveva il compito di leggere storie tratte dai classici del mondo greco !
Mi chiedo solo : chi di noi può rimanere indifferente di fronte alla scoperta delle radici di storia della nostra città , a così tanta bellezza e cultura artistica , al fascino di un mito intramontabile come Medusa , ad un argomento che ancora oggi mantiene la sua attualità , in particolare modo ai problemi del linguaggio simbolico dei sensi e della vita affettiva di ognuno di noi !

Voglio augurare che , questa missiva possa servire a fare scattare le manette ai polsi a tutti quei personaggi eccellenti , dall’animo putrido e infame che, da anni e anni , hanno abusato del loro squallido potere , per manipolare e sottrarre milioni e milioni di euro tra Mibact e Regione Puglia . C’è una persona in particolare a cui vorrei che qualcuno gli strappasse dall’anima, quello che ha di più caro ..!

Condivido pienamente , quanto denunciato dalla sig. Ambretta Cacciaguerra , e bene ha fatto a coinvolgere il nostro governo : è a dir poco riprovevole tutta questa elargizione di danaro, da parte del nostro presidente della regione Puglia Michele Emiliano , per il sito archeologico di Faragola ad Ascoli Satriano: come si fa ad agevolare In maniera scriteriata solo alcuni siti archeologici a discapito di altri di notevole importanza , come la necropoli di Arpi , l’Ipogeo della Medusa , Herdonia che riguardano il primo millennio di storia a.C. ,soprattutto per ricostruire in maniera seria e corretta la storia !

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