Il 31 gennaio 2017, presso il tribunale di Trani, si terrà l’udienza preliminare durante la quale si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio per 18 persone per il crac Don Uva. Le accuse formulate dai pm Francesco Giannella e Silvia Curiore riguardano la gestione dell’ente negli anni in cui sarebbe stato generato un debito monstre di oltre 500 milioni di euro.

Tra gli imputati figurano il senatore Antonio Azzollini (per il quale fu richiesto l’arresto rigettato da Palazzo Madama e annullato tra l’altro dal Tribunale del riesame di Bari e per il quale è caduta l’accusa di associazione a delinquere), l’ex direttore generale Dario Rizzi, l’addetto stampaAdrijana Vasilievic e la ex madre superiore della congregazione delle ancelle della Divina Provvidenza suor Marcella Cesa.

Durante le indagini, che si chiusero con dieci arresti, sono emerse pratiche illecite nell’appropriazione di beni, sperperi, stipendi gonfiati, assunzioni clientelari, epurazioni di lavoratori sgraditi. Per altre dieci persone indagate è stata richiesta l’archiviazione.

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