Preoccupati dalla notizia l’Ambasciata di pace, il comitato provinciale dell’Arci e il circolo ‘Gaia’ di Legambiente, oltre ai Verdi, Ambiente e Società: “F35, gli aerei invisibili che si vedono benissimo”

All’aeroporto di Amendola, sede del 32° Stormo, sono atterrati i primi due cacciabombardieri F-35, costati allo Stato 100 milioni di euro ciascuno. “Si tratta delle armi più costose di sempre. Tutto si è svolto in gran segreto, senza cerimonie ‘ufficiali’, per evitare contestazioni” affermano l’Ambasciata di pace, il comitato provinciale dell’Arci e il circolo ‘Gaia’ di Legambiente, oltre ai Verdi, Ambiente e Società

“La scelta militarista fatta da questo e dai precedenti governi italiani, è uno ‘schiaffo’ alla condizione di tante e tanti cittadini, di Capitanata e non, che vivono con sofferenza le conseguenze della crisi economica, la mancanza di lavoro e di prospettive, le difficoltà di accesso ad un welfare efficiente e funzionale” aggiungo i movimenti e le associazioni pacifiste.

E proseguono: “Sarebbe necessario che lo Stato si fosse preoccupato e si preoccupi di investire queste somme per migliorare le condizioni di tutte e di tutti, di avviare politiche sociali inclusive ed efficaci, per rimettere a posto la sanità, di riorganizzare il territorio, di salvaguardare l’ambiente. Questa è l’unica forma di difesa che ci interessa e che vogliamo promuovere e tutelare.

Ma ci sarebbe di più: “Inoltre sappiamo che alcuni esemplari di F 35 sono già atterrati in Israele. Non è difficile individuare una strategia comune dietro a questo dispiegamento nel Mediterraneo. Non vi nascondiamo di essere molto preoccupati. Non è che siamo già in guerra?”

Le sigle a tutela dell’articolo 11 della Costituzione concludono: “Si ricorda a chi ha già dimenticato, che la nostra Costituzione prevede all’articolo 11 che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

 

 

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