Il giudice Todisco: «Rischioso sbilanciamento dei poteri»

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TARANTO «Il mio voto al referendum del 4 dicembre? Un convinto e categorico No». Rompendo il suo proverbiale riserbo, il giudice Patrizia Todisco, attualmente in servizio nella prima sezione penale del tribunale di Taranto ma fino a qualche mese fa nell’ufficio del giudice per le indagini preliminari, postazione dalla quale ha gestito il delicato fascicolo dell’inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, accetta di rispondere alle domande della Gazzetta su come voterà alla prossima consultazione referendaria.

Non teme che le sue dichiarazioni possano esporla alle critiche?

Guardi, mi sto limitando ad esprimere la mia personale opinione, senza ovviamente rappresentare altri che me stessa, nell’esercizio del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero di cui anche il magistrato, al pari di ogni cittadino, è titolare. Peraltro, credo che, a fronte di un testo normativo col quale ci si propone di incidere così pesantemente sull’ordinamento costituzionale dello Stato, una presa di posizione, in termini di valutazione tecnica del testo stesso, possa essere per un magistrato un dovere oltre che un diritto. Ma anche questa è, appunto, una opinione del tutto personale.

Quali sono le ragioni del suo no?

La lettura attenta del testo di questa riforma, svolta al riparo da slogan e suggestioni propagandistiche di vario genere, consente di coglierne agevolmente i plurimi aspetti fortemente negativi che tantissimi illustri ed autorevoli giuristi e costituzionalisti hanno evidenziato e sui quali continuano a richiamare l’attenzione (si pensi, per citarne solo alcuni, ai professori Alessandro Pace, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Paolo Maddalena, Giuseppe Ugo Rescigno, Massimo Villone, Carmela Capolupo e Andrea Pertici, oltre che allo stimatissimo collega tarantino Armando Spataro, Procuratore di Torino). Ne condivido integralmente le valutazioni critiche sul metodo ed i contenuti di questa riforma che suscita profonde preoccupazioni – a voler accennare solo ad alcuni aspetti – per il suo contrasto, da valutare anche in rapporto alla già approvata legge elettorale 52/2015, col principio della sovranità popolare, della rappresentanza politica e della partecipazione democratica, e per la compromissione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e, più in generale, degli equilibri del sistema istituzionale, comportando essa un pericoloso sbilanciamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo, che viene rafforzato anche a danno delle autonomie regionali. Dunque, non un No «contro» qualcuno, ma «per» difendere valori e principi irrinunciabili del nostro ordinamento costituzionale.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/830778/il-giudice-todisco-rischioso-sbilanciamento-dei-poteri.html

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