Dell’erba (intesa come droga) è sempre stato un grande ammiratore. Chissà però se Damian Marley, figlio dell’indimenticato Bob, avrebbe mai pensato che un giorno questa sua stupefacente passione sarebbe stata il centro di un progetto a carattere sociale: il riutilizzo di un vecchio penitenziario per ridare lavoro e speranza a un gruppo di ex detenuti.

Il carcere in questione, il Claremont Custody Center, si trova nella cittadina californiana di Coalinga e, a breve, dopo il suo acquisto per 4,1 milioni di dollari grazie agli sforzi del trentottenne cantante giamaicano e della Ocean Grown Extracts, azienda statunitense distributrice di prodotti medici a base di cannabis, verrà riconvertito in fattoria per consentire la coltivazione (a scopi puramente terapeutici) della marijuana.

“Tante persone – ha spiegato Damian, che con i familiari ha dato vita nel 2015 a Marley Natural, il primo brand al mondo legato al business legale dell’erba a uso ricreativo –  nel corso degli anni hanno perso moltissimo finendo in galera a causa della marijuana. Se questa impresa aiuterà la gente, avrà scopi medici/curativi e ispirerà le persone, allora sarà un grande successo”.

Stando a quanto riferito da alcuni media americani, non appena avrà ingranato, l’attività potrebbe fruttare la bellezza di cento posti di lavoro, un risultato di non poco conto in una zona gravata dal problema della disoccupazione. Inoltre, secondo Billboard, attraverso la tassazione, nelle casse dello Stato potrebbe finire circa un milione di dollari, una cifra destinata a crescere in futuro nel caso in cui, con l’eventuale approvazione della proposition 64, la proposta di legge in discussione in California che punta a legalizzare l’utilizzo a fini ricreativi della marijuana, Marley puntasse a espandere il suo giro d’affari.

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