Bojinka: il piano per l’attacco alle Torri scoperto nel ‘95

Undici, numero fatale: 11 settembre, 11 aerei-kamikaze, 11 obiettivi. Quello che sarebbe successo nel 2001 a New York era già scritto. Chi “doveva” sapere, ne era al corrente da almeno sei anni. Gennaio 1995, Manila: la poliziairrompe in un edificio dove si nasconde una cellula di estremisti islamici. Da un pc salta fuori un file dal nome “Piano Bojinka”: disegni, foto e rapporti scritti che illustrano un piano terroristico per colpire gli Stati Uniti lanciando aerei di linea contro edifici e simboli del potere americano. Per la precisione: 11 aerei. L’allarme impiega un anno per essere diffuso: nasce una task force, con a capo il super-poliziotto John O’ Neill. Cinque anni dopo, O’Neill si insedia al 102° piano della Torre Nord. Poche ore, e l’edificio viene centrato. E’ l’11 settembre 2001. O’Neill diventa una delle tremila vittime della strage: muore portando con sé i suoi segreti.

E’ il cuore di tenebra attorno a cui ruota l’indagine di “Piano Bojinka”, libro-denuncia che Franco Fracassi, uno degli autori del documentario “Zero” John O'Neillcoordinato da Giulietto Chiesa, ha ora pubblicato per “Alpine Studio”, giovane editrice recentemente specializzatasi in letteratura d’inchiesta su temi scottanti. “Piano Bojinka”, spiega l’editore, non parla dell’11 Settembre dopo gli impatti degli aerei, ma svela come ci si è arrivati, chi ha organizzato l’attentato del secolo e come ha messo in atto il piano: il libro fa luce su chi l’ha finanziato, su «chi sapeva e non ha fatto nulla per impedirlo». Un manipolo di kamikaze: come avrebbero potuto, da soli, mettere in ginocchio la più grande potenza militare del mondo? Il libro illumina «il capitolo più più off-limits della moderna storiografia occidentale».

Il tragico numero 11 compare già nel ’95 nella capitale delle Filippe, svelando un progetto pazzesco. «Come avremmo potuto anche solo immaginare un piano del genere?», dirà il presidente Bush sullo sfondo delle macerie fumanti di Ground Zero. Eppure, l’allarme era circolato: il 7 ottobre 1996, la Commissione del Congresso Usa aveva inviato un dispaccio a tutte le agenzie federali per metterle in guardia da un’azione terroristica progettata dall’ancora sconosciuta organizzazione islamica “Al Qaeda”. Ma soltanto dopo due anni venne istituita la speciale task force diretta da O’Neill: la più grande macchina poliziesca del mondo. Il super-poliziotto indaga, ma intanto gli eventi si succedono inesorabili, grazie a una spietata Piano Bojinka coverregia occulta. Come quella che si premura di vegliare sui futuri kamikaze.

E’ il gennaio 2001 quando, in Florida, viene subito rilasciato, e con tante scuse, un saudita fermato poco prima dalla polizia stradale: era ubriaco fradicio e pieno di cocaina, ma aveva un visto rilasciato direttamente dalla Cia. La sua passione? Lezioni di pilotaggio, in un piccolo aeroporto locale utilizzato anche dall’agenzia di intelligence per “voli segreti”. Passano nove mesi, e il terrorista si metterà alla guida di un boeing dell’American Airlines lanciato proprio contro la Torre Nord del World Trade Center, quella dove l’ignaro super-poliziotto O’Neill ha appena insediato il proprio nuovo ufficio investigativo.

“Piano Bojinka”, spiega l’autore, è un libro frutto di sette lunghi anni di complicate indagini giornalistiche, svolte in oltre 30 paesi differenti, consultando migliaia di documenti ufficiali: decine di storie personali s’intrecciano in una fitta trama di morte, fino a sfociare tutte nel dramma collettivo che porta il nome di 11 Settembre: una storia che si concluderà alle 8:46 di quel maledetto giorno del 2001. Undici settembre, come 11 erano gli aerei da dirottare nel piano terroristico originario, lanciati contro 11 obiettivi. Così, sono 11 anche i capitoli di “Piano Bojinka”, libro pieno di rivelazioni sulla più oscura e ancora irrisolta vicenda della storia degli Stati Uniti d’America.

(Il libro: Franco Fracassi, “Piano Bojinka”, Alpine Studio edizioni, 224 pagine, euro 15,90. Presentazione completa sul sito dell’editore).

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