Legge di Bilancio, governo stanzia 97 milioni a garanzia della Ryder Cup di golf: tutti gli interessi (e i vip) in ballo

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L’articolo 91 della bozza della legge di Stabilità copre una grossa fetta delle spese per la manifestazione che costerà oltre 120 milioni. Impossibile sapere a cosa serviranno quei soldi qualora qualcosa dovesse andare storto (è solo una garanzia dell’esecutivo). La Federazione non risponde alle domande de ilfattoquotidiano.it. E si scopre che nel comitato organizzatore ci sono il figlio di Gianni Letta, la moglie di Frattini, il renziano Guido Barilla, l’ex presidente Rai Gubitosi ed Evelina Christillin. Festeggiano il presidente Coni Malagò e la Coni Servizi di Franco Chimenti, che è anche il campo del golf italiano

Nella legge di Bilancio c’è una voce che merita di essere approfondita. Nell’articolo 74, comma 11 e 12, il governo ha stanziato 97 milioni di euro a garanzia della Ryder Cup Europe LLP, la società che organizza l’omonima competizione golfistica sul suolo europeo, che nel 2022 l’Italia avrà l’onore (e l’onere) di ospitare. Più o meno gli stessi soldi che il governo ha deciso di investire per la ristrutturazione dei campi sportivi e delle palestre di tutto il Paese nei prossimi tre anni. Certo, la Ryder Cup non è un torneo di golf qualsiasi: parliamo di una delle manifestazioni sportive più importanti del pianeta, terza per copertura mediatica dopo Olimpiadi Mondiali di calcio, capace di richiamare 250mila tifosi da tutto il globo. Per portarla in Italia, sui terreni privati del Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio di proprietà della famiglia Biagiotti, ci vorrà un investimento complessivo di circa 120 milioni, a quanto apprende ilfattoquotidiano.it. Ma su questi soldi, al momento, si sa poco o nulla, visto che la Federazione Golf “preferisce non fornire alcun tipo di dettaglio su costi e finanziamenti del progetto”. Quel che è certo è che buona parte dei finanziamentiservirà per aumentare il montepremi dell’Open d’Italia. E che la manifestazione ha l’appoggio incondizionato delle istituzioni, ben evidente anche dalla composizione del comitato organizzatore, dove siedono il figlio di Gianni Letta, la moglie dell’ex ministro Frattini o il braccio destro di Giovanni Malagò al Coni (giusto per citare alcuni nomi). E infatti il governo dopo aver sostenuto politicamente la candidatura, ha deciso di farlo anche economicamente nella manovra.

Nel frattempo gli appassionati di sport che si aspettavano un impegno concreto del governo potrebbero restare delusi dalla prossima legge di Stabilità: poco o nulla è dedicato all’attività di base, nessuna risorsa supplementare rispetto a quei 100 milioni da spendere fra il 2015 e il 2017 per ristrutturare 183 impianti in tutto il Paese (a fronte di oltre 1.500 richieste per cui sarebbero serviti un miliardo e 300mila euro di contributi). In compenso, l’articolo 91 assegna 97 milioni di euro a garanzia del “Progetto Ryder Cup”, in particolare per “l’adempimento degli impegni assunti nel periodo 2017-2027, non coperti dai contributi dello Stato” a favore di Ryder Cup Europe LLP. Al momento, non è possibile sapere quanto si esporrà con precisione l’Italia: la Federazione Golf non ha voluto rispondere a nessuna delle domande de ilfattoquotidiano.it sui costi della manifestazione. In che misura verrà finanziata da contributi pubblici o privati, di chi e di cosa si fa garante il governo; nulla, nemmeno il costo complessivo dell’evento, nonostante la candidatura sia già stata assegnata. Anche perché, dopo il venir meno di Roma 2024 (e dei suoi fondi), alcune parti del progetto dovrebbero essere un po’ ricalibrate. Per ora bisogna accontentarsi di quanto c’è scritto nel testo della manovra: ovvero che i 97 milioni sono solo una garanzia, che in teoria non toccherà allo Stato sborsare quei soldi (non del tutto, almeno: sono previsti comunque dei contributi pubblici); e che la Federazione “provvederà a fornire annualmente una relazione sulle attività svolte, accompagnata da una analitica rendicontazione”. La trasparenza è rinviata al futuro, insomma. E se qualcosa dovesse andar storto, le responsabilità ricadrebbero sullo Stato. Come sempre del resto per i grandi eventi sportivi: la firma del governo è un passaggio di prassi, qualcosa di simile sarebbe stato previsto anche per le Olimpiadi di Roma 2024, ovviamente su un altro ordine di numeri (almeno 5 miliardi). Quello che il Movimento 5 stelle aveva definito “assegno in bianco per i Giochi” e che è stato una delle ragioni principali del no di Virginia Raggi.

Per la Ryder Cup parliamo di cifre ben più contenute. Ma non quanto si potrebbe pensare per un torneo di golf che dura 2-3 giorni: anche se ancora non ci sono numeri ufficiali, il progetto dovrebbe costare complessivamente 120 milioni di euro. Anche perché la candidatura italiana conteneva delle clausole un po’ particolari. Ad esempio che il montepremi dell’Open d’Italiavenisse più che raddoppiato per i prossimi dieci anni: nel 2016 è passato da 1,5 a 3 milioni di euro, poi dal 2017 al 2027 salirà fino a 7 milioni. In totale fanno 56,5 milioni di euro di differenza. Un investimento importante, che accrescerà la reputazione del principale torneo del nostro Paese ma lascerà poco al movimento in termini concreti: sono tutti soldi che finiranno nelle tasche dei vincitori e dei partecipanti alla manifestazione (golfisti di livello internazionale, alcuni di loro campioni già milionari), e non resteranno in strutture sul territorio o incentivi alla pratica sportiva.

Il bid italiano prevede anche la “completa ristrutturazione” dei campi che ospiteranno la Ryder Cup e che si trasformeranno in una pista avveniristica e di prestigio mondiale. Un altro investimento in ottica Giochi 2024 (che non ci saranno in più). Il Marco Simone Golf & Country Club di Guidona Montecelio, sede designata della manifestazione, è però un circolo privato, come la maggior parte dei campi in Italia: fondato alla fine degli Anni Settanta da Laura Biagiotti e della sua famiglia, in uno slancio di entusiasmo per il golf che ha trasformato un vecchio castello alle porte della Capitale in un resort di lusso. Quote associative a partire da circa 2mila euro l’anno, 110 ettari di erba, due percorsi differenti, uno “championship” a 18 buche, l’altro amatoriale a 9 buche (più un campo di pratica): numeri che ne fanno tuttora il più grande club del continente. Sostanzialmente sottoutilizzato, visto che il “Marco Simone” ha ospitato solo una volta (nel lontano 1994) l’Open d’Italia. Con la Ryder Cup 2022 troverà finalmente la sua dimensione.

Non a caso la famiglia Biagiotti, proprietaria del centro, guida la schiera degli entusiasti dell’evento: loro si aspettano un incremento del turismo di fascia medio-alta e beneficeranno di un aumento esponenziale del valore della struttura. Ma è lunga la lista di chi ha esultato al momento della sorprendente vittoria dell’Italia (solo due volte nella storia il torneo è stato ospitato da un Paese europeo esterno al Regno Unito). In prima fila c’è ovviamente Giovanni Malagò, presidente del Coni: lui ha incassato un successo personale, e nelle intenzioni del Comitato la Ryder Cup avrebbe dovuto essere ottimo viatico per le Olimpiadi. I legami fra i due eventi, del resto, sono tangibili: la candidatura del torneo di golf era stata fortemente connotata come romana, più che italiana, proprio in vista dei Giochi, ed inserita nello stesso dossier olimpico. Così come lo sono quelli fra il Coni e la Federazione Golf: il presidente della seconda, Franco Chimenti (appena rieletto a 77 anni per il quinto mandato di fila, con il 97% dei consensi), è anche il numero uno della Coni Servizi spa, società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia nonché ente da cui passano centinaia di milioni di euro ogni anno. Praticamente l’uomo che ha in mano le chiavi della cassaforte dello sport italiano. Non c’è da stupirsi, allora, di trovare nomi illustri all’interno del Comitato organizzatore di un torneo che muove così tanti soldi e interessi: il posto di direttore generale spetta a Gian Paolo Montali, storico ct della nazionale di volley, consigliere di amministrazione della Juventus e direttore generale della Roma. Al suo fianco ci sono anche Giampaolo Letta, figlio di Gianni e cugino di Enrico, amministratore delegato di Medusa Film del gruppo Mediaset; Stella Coppi, golfista e moglie di Franco Frattini e Evelina Christillin, manager di casa Agnelli da poco entrata nella Fifa sponsorizzata da Carlo Tavecchio. E ancora: Luigi Gubitosi, ex dg della Rai; Guido Barilla, presidente dell’azienda di famiglia, fan dichiarato del premier Matteo Renzi; Francesco Soro, capo di gabinetto di Malagò al Coni. Secondo lo studio di Kpmg, la Ryder Cup 2022 genererà un indotto economico di quasi 500 milioni di euro tra evento principale e attività connesse. Nel prossimo decennio. Intanto garantisce il governo.

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