Un calo delle entrate del 45,86% rispetto agli scorsi anni. Un dato monstre che getta nubi sul Comune di Foggia. Colpa principalmente del caso Aipa, poi Mazal, servizio di riscossione tributi internalizzato da Palazzo di Città. Una vicenda delicata e sulla quale, da venerdì, è in corso il lavoro degli ispettori del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Il dato allarmante è emerso nell’ultima relazione del collegio dei revisori dei conti del 29 settembre scorso: “La riscossione delle entrate comunali ha subito una riduzione del 45,86%. Tale situazione mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano pluriennale di riequilibrio cui il Comune di Foggia è assoggettato”. Secondo il consigliere comunale Giuseppe Mainiero (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) “il Collegio dei Revisori conferma quanto “abbaiato” e puntualmente prospettato in questi anni circa il calo delle entrate comunali la cui causa è possibile individuare principalmente nello stato di incertezza in cui è stato travolto il cittadino-contribuente dalla schizofrenia degli atti prodotti dalla Giunta Landella”. Per Mainiero “l’amministrazione è stata capace di innescare un cortocircuito tra i diversi servizi e un’immane confusione nei contribuenti”.

E aggiunge: “Nel tentativo improbabile di trovare una soluzione che in primo luogo doveva essere politica, l’amministrazione comunale si è dapprima affidata a improbabili pareri pro veritateche nella realtà erano unicamente giustificativi dell’innesco di una procedura conciliativa con Aipa, poi, in secondo luogo, è giunta a contraddire se stessa con una delibera di Giunta ed una consiliare che di fatto internalizzavano la riscossione dell’imposta unica comunale”.

In terzo luogo – continua il consigliere comunale – ha poi revocato tutto quanto con la determinazione dirigenziale n. 88 del 2016, mentre da ultimo, sempre l’amministrazione, si è imbarcata in un contenzioso che giace innanzi al Giudice del T.A.R., che con l’ordinanza 182/2016 ha sospeso l’efficacia dell’intimata risoluzione del rapporto con Aipa e Mazal palesando tra l’altro le contraddizioni dell’operato dell’amministrazione comunale di Foggia, che nei motivi di risoluzione si era limitata a eccepire l’assenza dell’atto pubblico nel rinnovo del contratto di cessione del ramo aziendale senza mai evidenziare le inadempienze contrattuali elencate nell’articolo 16 del contratto, che insieme al difetto di affidamento, Responsabile Finanziario e Collegio dei Revisori hanno evidenziato in seguito all’esposto che nel settembre 2014 depositai alla Procura delle Repubblica”.

“Il Piano pluriennale di riequilibrio finanziario è nei fatti deceduto con la deliberazione di Consiglio Comunale n. 4/2013 nella quale si prospettava una complessiva situazione debitoria del Comune di Foggia assolutamente sottostimata. La prova è che la massa debitoria a cui si è data copertura finanziaria negli anni 2015 e 2016 è andata ben oltre di circa 3.5 milioni l’anno, ed è risultata più che doppia rispetto alla previsione. Sommando la sottostima della debitoria al drammatico dimezzamento riduzione delle riscossioni è patetico solo pensare lontanamente di poter far fronte agli impegni del Comune. Nemmeno la più fantasmagorica opera di alchimia finanziaria potrà consentire di recuperare l’elefantiaco deficit del Comune di Foggia negli ultimi due mesi del 2016″.

“Tirare a campare – conclude Mainiero – è peggio di tirare le cuoia e questo concetto Landella lo dovrebbe assimilare. Foggia deve tornare a vivere e per farlo, basterà l’imminente intervento di uncommissario, intanto il MEF ha inviato gli ispettori che da venerdì stanno accertando lo stato delle entrate”.

Visita degli ispettori al Comune di Foggia, entrate quasi dimezzate. “Serve il commissario”

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