Condannati dirigenti di Palazzo Dogana, si autoliquidarono somme illecitamente

Riqualificazione del paesaggio, tratturi ed energia. La Provincia di Foggia, attraverso alcuni progetti dal valore di centinaia di migliaia di euro, avrebbe dovuto sviluppare alcune peculiarità territoriali, pianificando tutte le attività necessarie per raggiungere l’obiettivo. Un’impresa dispendiosa, avranno pensato in piazza XX settembre, al punto da ritenere necessaria l’attivazione di una sorta di equipe con personale esterno ed interno. Ovviamente tutto condito con lauti compensi.

I progetti integrati, ricavati dallo schema del piano di programmazione territoriale (Ptcp) fortemente voluto dall’allora assessore Leonardo Di Gioia (ora assessore regionale all’Agricoltura), avrebbero riguardato: la “riqualificazione spazi rurali periurbani e borgate della città di Foggia”, per una spesa complessiva pari a 130mila euro; il “recupero e valorizzazione del Tratturo Pescasseroli – Candela nel territorio della provincia di Foggia” (129.889 euro) e il “progetto integrato energia” 150mila euro. Step successivo la nomina di 26 professionisti esterni per i quali l’Ente ha pianificato una spesa di 350mila euro.

Gli atti di affidamento degli incarichi in questione, infatti – hanno spiegato i magistrati contabili -, individuavano in via diretta un notevole numero di professionisti esterni, specificando espressamente che l’ufficio di piano provinciale avrebbe svolto esclusivamente funzioni di collaborazione e di supporto al già nutrito gruppo di professionisti esterni. Pertanto, la Procura ha escluso che tali compensi potessero essere in tale circostanza legittimamente corrisposti”. “Inoltre – prosegue l’attore pubblico – deve ritenersi assolutamente illecita l’erogazione delle somme al dirigente del settore responsabile del procedimento e al personale del settore finanziario,non potendosi affermare che il compenso possa ragionevolmente riconoscersi a persone estranee alla materiale redazione dell’atto”.

La Procura ritiene comunque che tali provvedimenti siano illeciti anche sotto un ulteriore profilo, rappresentato dal “palese conflitto di interessi che sussisterebbe in capo ai convenuti, che avrebbero provveduto ad autoliquidarsi somme non spettanti, in gravissima violazione dei più elementari doveri dei pubblici dipendenti”. Per questo, il collegio presieduto daFrancesco Lorusso ha condannato Potito Belgioioso e Stefano Biscotti al pagamento – rispettivamente – di 25mila e 60mila euro in favore di Palazzo Dogana.

Potito Belgioioso

Stefano Biscotti

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