La casa del dg ristrutturata a spese di Calabria Verde

Secondo la procura di Catanzaro sarebbero stati distratti 80 milioni di euro di fondi europei. Gratteri: «Dagli indagati arroganza e sicurezza di impunità». Bombardieri: «Quadro sconcertante. Ma è solo uno step di un’indagine più ampia»

CATANZARO Ottanta milioni di euro di fondi europei distratti dal dissesto idrogeologico per pagare gli stipendi e gli straordinari dei dipendenti, assunzioni “a chiamata” e persino l’abitazione del direttore generale di Calabria Verde (ad Amantea) ristrutturata con uomini, materiali e mezzi destinati alla sede di Paola dell’azienda regionale. Tra le altre cose Furgiuele avrebbe usato il parquet destinato agli uffici dell’azienda. Sono questi i tre cardini su cui si è imperniata l’indagine della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal sostituto Alessandro Prontera, sull’azienda forestale regionale che ha portato all’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare (due in carcere) e di una interdizione dai pubblici uffici. Le misure cautelari in carcere riguardano Paolo Furgiuele (ex direttore generale) e Alfredo Allevato (dirigente settore 3). Arresti domiciliari per Marco Mellace, dirigente dell’economato, mentre per l’ex dirigente Antonio Errigo (che ricopre la carica di commissario del Parco regionale delle Serre) è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici. Obbligo di dimora, infine, per l’agrotecnico Gennarino Magnone (consulente esterno). Tra le contestazioni mosse a quest’ultimo c’è l’incarico da “dottore agronomo” per 30mila euro, di cui riscossi solo 17 mila, senza che ne avesse i titoli per ricoprirlo. Magnone era amico del direttore generale.
«Trent’anni fa iniziai la mia carriera occupandomi proprio di un’indagine relativa all’azienda forestale calabrese, oggi la prima indagine in cui mi sono imbattuto all’arrivo a Catanzaro è relativa allo stesso tema e devo dire che, anche se sono cambiate le tecnologie e i metodi di comunicazione, non è cambiata l’arroganza e la sicurezza di impunità degli indagati». Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro non ha usato mezzi termini nell’introdurre, nel corso della conferenza stampa, la presentazione dei dettagli dell’operazione. Dettagli che sono stati illustrati da Bombardieri il quale, utilizzando le parole del gip Perri, ha definito «sconcertante» la vicenda delle squadre di operai forestali che operavano con mezzi e materiali per la ristrutturazione della casa di Furgiuele anziché lavorare per l’azienda.
Gravi anche le accuse relative alle minacce ad alcuni capi cantiere perché presentassero documentazione fittizia e l’azienda potesse ottenere fondi europei che venivano così «distratti in maniera spregiudicata», ha spiegato Bombardieri. «Un danno per le casse regionali – ha aggiunto – da circa 80 milioni di euro che difficilmente potrà essere risanato in qualche maniera». Ma tra le righe della conferenza stampa, Bombardieri ha anche spiegato che l’operazione odierna è solo uno «step di un’indagine più ampia su Calabria Verde e sulla sua gestione».

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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