Una sede mastodontica, da fare invidia ai palazzi dell’Unione europea. Torna a far parlare la Camera di commercio di Foggia, dopo lo scandalo dei maxi compensi (più di 300mila euro l’anno al segretario Matteo Di Mauro). La struttura, costata circa 25 milioni di euro, è stata inaugurata poco meno di un anno faalla presenza del sottosegretario del governo Renzi, Umberto Del Basso De Caro. Oggi, però, la pioggia ha fatto capolino fino all’interno dei locali fittati dall’ente evidenziando alcune falle nella struttura.

Nel giorno dell’inaugurazione, il presidente Fabio Porreca, aveva dichiarato: “Per qualcuno potrà sembrare adesso una scelta azzardata quella di una sede così importante, ma questa struttura è stata voluta nel 1999 dall’allora presidente Luigi Lepri. Non potevamo mai immaginare che sarebbe stata realizzata durante una delle crisi economiche più importanti del secolo scorso”. Sul colosso da 14mila metri quadrati è stata depositata anche un’interrogazione parlamentare dal M5S.

 

Cittadella dell’Economia a Foggia, nuova sede della Camera di Commercio

Foggia, ecco la ‘Cittadella dell’Economia’, ma chi certificherà gli impianti?

Con la controversia in corso tra il consorzio e due società di Altamura, non appare chiaro chi certificherà gli impianti e L’Abbate, deputato pugliese del M5S, presenta una nuova interrogazione parlamentare

“Sono in corso residue lavorazioni per completare l’opera, la cui consegna è stabilita al 31 marzo”. A dichiararlo il ministero dello Sviluppo Economico. La Cittadella dell’Economia di Foggia, nuova sede della Camera di Commercio provinciale, vedrà dunque la luce tra poche settimane. Almeno stando a quanto dichiarato dal sottosegretario De Vincenti che risponde ora all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), il 25 ottobre scorso. “Il fallimento del consorzio CAT e la conseguente necessità per la Camera di Commercio di individuare altra impresa consorziata – prosegue De Vincenti nella sua nota – ha comportato un allungamento dei termini di ultimazione dei lavori che, iniziati il 28 maggio 2009, sono giunti al 95,06% come percentuale di avanzamento” nel dicembre 2012.

Un progetto partito nel lontano 2005, quando la Regione Puglia approva il PIT 1 “Tavoliere”, il “Programma di Sviluppo e Innovazione dell’economia rurale ed agroalimentare attraverso l’integrazione e la diversificazione produttiva” e che, attraverso bandi e lauti sovvenzionamenti sia statali sia regionali, giunge sino ad oggi senza che la Cittadella dell’Economia abbia ancora visto la luce. Una vicenda che ha trascinato sull’orlo del precipizio anche due società altamurane, la “Dema Impianti S.r.l.” e la “Tecnoelettra S.r.l.”, ree di aver confidato in un progetto pubblico capitanato da un consorzio, il fallito CAT di Ravenna del gruppo CCC di Bologna, che per statuto dovrebbe solamente trattenere quel 3% di commissioni per i lavori “ceduti” ai propri consociati, quali le due imprese della provincia di Bari.

E se il Ministero pare lavarsene definitivamente la mani, la risposta del sottosegretario De Vincenti non convince il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) che ha presentato una nuova interrogazione parlamentare per chiedere se al 31 ottobre scorso i lavori impiantistici e strutturali siano stati ultimati, visto che gli stessi sono certificati dall’ente essere già al 95% alla data del 19.12.2012 e quali società, in questo caso, abbiano certificato gli impianti realizzati dalle due società di Altamura.

E per chiedere se i ministeri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e dell’Economia siano a conoscenza della fase di stallo creatasi dal mancato rilascio delle certificazioni delle società che hanno eseguito i lavori come previsto dalla normativa nonché come intendano adoperarsi per garantire l’apertura della “Cittadella”. Infatti, se il CCC di Bologna ha richiesto, post fallimento CAT, il subentro di un’altra ditta consorziata (il CEIF di Forlì), le due società altamurane, rifacendosi al decreto 37/2008, hanno diffidato la CCIAA Foggia dal far certificare e modificare i propri impianti a terze società, visti gli stati di consistenza in loro possesso attestati anche dall’ente stesso.

“A pagarne le conseguenze, in questo caso – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S) – non sono solamente i cittadini foggiani che, stando a quanto dettato dalla legge, non potranno beneficiare della Cittadella dell’Economia ma anche le società private pugliesi ed i loro lavoratori, che hanno dovuto pagare una gestione opaca dell’appalto. Sono curioso di comprendere quali soluzioni intenda prospettare il Governo Renzi per uscire da quella che pare sembrare una vera e propria fase di stallo completo. Come al solito – conclude L’Abbate – le tasse dei cittadini italiani, destinate allo sviluppo, paiono prendere altri percorsi”.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intanto, per il tramite del Segretario Generale del Quirinale, ha risposto alla missiva inviatagli dall’amministratore della Dema Impianti: “Ho inteso rimettere il suo scritto all’attenzione e alle valutazioni delle competenti istituzioni territoriali, per le consentite iniziative che possano essere intraprese al riguardo”.

Si spera che nuovi casi del genere non si verifichino più in futuro. Come richiesto nella propria precedente interrogazione dal deputato 5 Stelle, infatti, il 27 dicembre scorso è stata approvata la modifica al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. La Capitanata attende, dunque, con speranza l’apertura della Cittadella dell’Economia, nuova sede della Camera di Commercio di Foggia, la quale, per ora, ha deciso di non preoccuparsi minimamente del contenzioso in corso tra CAT e le società Dema e Tecnoelettra.

http://www.foggiatoday.it/economia/cittadella-economia-foggia-nuova-sede-camera-di-commercio.html
Annunci