Libro bianco di EcoFuturo: una panoramica sulle ecotecnologie in Italia

Puntare sulle eco-tecnologie ci farebbe risparmiare 200 miliardi di euro oltre a creare occupazione e difendere salute e ambiente: lo si afferma nel Libro Bianco di EcoFuturo. Il Libro Bianco di EcoFuturo, presentato a Roma lo scorso 18 marzo, mette in rilievo che investire seriamente nell’efficienza energetica e nella green economy potrebbe far risparmiare all’Italia ben 200 miliardi di euro, ovvero l’8% del Pil. I benefici saranno molteplici sia sul piano economico che sul fronte della tutela ambientale e della stessa difesa della salute.

La maggior parte delle famiglie italiane ha già compreso quanto sia importante vivere in un’ambiente salubre e contenere il dispendio energetico apportando migliorie al proprio immobile e mettendo le offerte di luce e gas più convenienti a confronto.

Tuttavia l’obiettivo di EcoFuturo è diffondere la consapevolezza che investendo nelle ecotecnologie e nella sostenibilità energetica è possibile raggiungere gli obiettivi europei del Piano 2020, creare occupazione e rilanciare l’economia. Vediamo nel dettaglio le soluzioni proposte nel Libro Bianco di EcoFuturo per perseguire una rivoluzione green sul territorio italiano. Nell’introduzione al rapporto leggiamo che le tecnologie e le proposte nel Libro Bianco di EcoFuturo sono eco-tecnologie testate, garantite, applicate e finanziabili con il risparmio che esse stesse generano nella prima fase per poi consegnare all’utente un sistema che determina un dimezzamento dei costi successivi alla loro adozione. Dispongono tutte di brevetti nazionali e internazionali, riconoscimenti ministeriali e certificazioni di qualità e ambientali e sono state sottoposte al vaglio critico del Comitato scientifico di EcoFuturo.

L’applicazione diffusa sul territorio italiano di tali iniziative, strumenti e progetti determinerebbe nel complesso un risparmio nel sistema pubblico e nel sistema privato, renderebbe le aziende maggiormente competitive grazie alla riduzione dei costi energetici e consentirebbe una penetrazione dei mercati grazie all’innovazione.

Il Libro Bianco si rifà ad un recente studio a cura della IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, che mostra come da qui al 2035 sarebbe possibile risparmiare a livello delle economie avanzate 18mila miliardi di dollari, una cifra pari ai PIL di USA Canada e Messico. Al contrario, la mancanza di decisioni coerenti in campo energetico ci può far sprecare due terzi di questo immenso valore. Più specificamente leggiamo nel Libro Bianco che Federlegnoarreda di Confindustria quantifica lo spreco energetico del costruito italiano in 130 miliadi di euro l’anno.

Per lo più EcoFuturo riporta le iniziative e le tecnologie di innovative aziende made in Italy. Il libro è suddiviso in capitoli, ognuno dei quali propone soluzioni concrete per far fronte alle emergenze ambientali e alla domanda di energia del territorio italiano. Tra le opportunità nel settore della green economy riportate nel compendio troviamo soluzioni per naturalizzare l’acqua, ovvero una nuova strategia per utilizzare l’acqua di rubinetto e l’impianto di depurazione GTurbo, un brevetto italiano che trasforma la depurazione dei reflui civili biologici in una attività compatibile con il paesaggio. Per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabili, nel Libro Bianco di EcoFuturo è possibile individuare soluzioni relative ai bacini di accumulo idroelettrici, ma anche progetti relativi alle acque marine: ripascimento spiagge e ricostruzione da erosione costiera. Alcuni capitoli del Libro Bianco sono dedicati alla gestione dei consumi domestici in modo ecosostenibile, al trattamento dei rifiuti e alla bioesiccazione, illuminazione efficiente, bioedilizia e materiali biocompatibili. Infine vengono analizzate le possibilità più promettenti relative a fotovoltaico, energy storage, mobilità elettrica e car sharing, geotermia e impianti a biomasse.

Continua a leggere su Green Planner Magazine: Libro Bianco di EcoFuturo: la rivoluzione delle eco-tecnologie http://www.greenplanner.it/2015/03/26/libro-bianco-di-ecofuturo-la-rivoluzione-delle-eco-tecnologie/

Domani 18 marzo verrà presentato il Libro bianco di EcoFuturo, dalle 11 alle 13 presso la Sala Tatarella di Palazzo dei Gruppi, in via degli Uffici del Vicario 21 a Roma.

EcofuturoUno sguardo di insieme. Quando si parla di efficienza energetica ci si riferisce generalmente alla riduzione dello spreco. Ad esempio, mentre a Bolzano è vietato costruire case con consumi superiori a 80 kw/mq/anno nel resto del centro nord abbiamo abitazioni che superano abbondantemente i 140 kw/mq/anno con punte oltre i 200.

I professori Maurizio Fauri, Fernando Savorana e Antonio Savorana hanno realizzato uno studio (Esco, Energy Service Company Editore Flaccovio) che quantifica in 40 miliardi di euro all’anno il costo dello spreco energetico dello Stato. Ma questo dato riguarda il risparmio di energia che si potrebbe ottenere, ad esempio, con lampadine a led, riduttori del flusso dell’acqua, isolanti termici, termostati…

Ben più grande è il valore delle opportunità che l’Italia non utilizza. Quanto potremmo guadagnare con l’energia solare, eolica, idrica e geotermica? Quanto se si riciclassero i rifiuti urbani, gli oli vegetali esausti, gli scarti dell’agricoltura? E quali vantaggi potremmmo ottenere se si incentivassero le nuove tecnologie? E quanto risparmierebbe il sistema sanitario se grazie alle ecotecnologie diminuisse l’inquinamento? Il Premio Nobel Carlo Rubbia ha calcolato che il costo sanitario di ogni litro di combustibile bruciato in una grande città è maggiore del suo valore.

La potenzialità economica di un modello di sviluppo più razionale ed ecologico è colossale e lo dimostra il fatto che le Nazioni che hanno colto da tempo l’occasione della Rivoluzione Verde sono state ripagate da una vigorosa ripresa economica (vedi Germania e Usa). In Italia ci sono stati alcuni significativi progressi(incentivi sulle rinnovabili e sull’efficienza di auto, abitazioni ed elettrodomestici) ma stiamo procedendo con troppa lentezza. Scontiamo una sorta di sordità da parte delle istituzioni. Nel 2005 con il Professor Fauri siamo intervenuti a Padova con la sostituzione di illuminazione stradale e caldaie, abbiamo ottenuto un risparmio di un milione e mezzo di euro all’anno e questa realizzazione ha ottenuto 12 premi nazionali e internazionali ma nonostante questo risultato, dopo nove anni Padova resta l’unico grande comune italiano ad aver completato questa riorganizzazione.

La Kwant di Treviso è stata la prima azienda al mondo a produrre una caldaia domestica a cavitazione. Questa tecnologia, giudicata dal New York Times tra le più promettenti, permette di scaldare l’acqua fino a 70% con ultrasuoni che creano bolle di vuoto che implodono producendo calore. Ma in Italia non esiste un enteche vada a cercare le innovazioni e le sostenga e solo gli imprenditori che trovano abili commercialisti riescono a orientarsi nella giungla dei finanziamenti pubblici. La Kwant aveva una tecnologia rivoluzionaria ma non ha trovato sostegno e alla fine è scomparsa.

La Caldo Più produceva pannelli isolanti, dal costo di pochi euro, che inseriti tra i caloriferi e il muro evitando la dispersione del calore verso l’esterno delle abitazioni, permettevano un risparmio del 10% sul riscaldamento. Anche loro avevano un prodotto formidabile ma non hanno trovato il commercialista giusto. Così hanno chiuso e abbiamo perso la possibilità di ridurre del 10% l’inquinamento urbano dovuto al riscaldamento (che incide per il 50% sui consumi di combustibili). E non sono casi isolati… In altre situazione l’innovazione è addirittura vietata.

Le aziende italiane che producono cambi per auto che permettono di far lavorare il motore sempre alla stessa velocità, con il rapporto di coppia ideale (abbattendo i consumi specie in città) non possono installarli perché la legge non prevede la possibilità di modificare alcuni meccanismi dell’auto. Così i cittadini che vogliono adottare questa miglioria devono andare in Svizzera… (questa legge è stata attenuata consentendo la conversione in elettrico di auto a combustione). Discorso analogo quello sui biocarburanti, oggi stenta a decollare la raccolta degli oli vegetali da frittura perché è vietata la libera vendita del biodiesel. In Germania le massaie versano l’olio fritto in appositi contenitori che si trovano presso i distributori di carburante e ottengono dei buoni acquisto per i carburanti stessi.
La produzione di biogas dai liquami è una tecnologia ormai matura. In Germania esistono migliaia di impianti. Se si rendesseobbligatorio l’uso di biodigestori associati a impianti di fitodepurazione avremmo grandi quantità di energia, la produzione agricola diventerebbe più competitiva grazie a questa fonte parallela di ricavi, i nostri fiumi e mari sarebbero più puliti e risparmieremmo il costo enorme dei depuratori meccanici.

Un altro punto focale è l’impatto che le ecotecnologie potrebbero avere sulla ripresa produttiva e sull’occupazione. Nonostante tutti i problemi dell’Italia restiamo un grande popolo, con una notevole diffusione di cultura e fantasia che ci porta a eccellere in molti settori. È il caso della Bio-On che è stata la prima azienda al mondo a produrre diversi tipi di plastica da scarti agricoli. La plastica vegetale non è una novità ma Bio-On non la ottiene da sostanze commestibili. Che cosa succederebbe se questa tecnologia italiana venisse sostenuta con forza? Che impatto avrebbe sulla filiera alimentare?

Ma neppure le innovazioni proposte da grandi gruppi trovano il dovuto sostegno: grazie al genio italico abbiamo vinto la scommessa sullo sfruttamento energetico dei terreni desertificati. I francesi hanno fallito nel tentativo di rendere economico coltivare aree predesertiche del Sahara con jojoba da cui estrarre biodiesel. Invece in Sardegna c’è riuscita Matrica (Eni/Novamont) che ha recuperato 450 ettari di terreni inariditi con la coltivazione del cardo, grazie alla sinergia tra produzione di miele, di biomassa oleosa e di mangimi per ovini, ottenendo al contempo la possibilità di convertire ai biocarburanti l’impianto petrolchimico di Porto Torres. Eguale discorso si potrebbe fare sull’uso del gas liquido per la trazione, tecnologia anch’essa matura, che consente la riduzione dei consumi dei mezzi di trasporto pesanti.

Questo Libro Bianco vuole proporre una panoramica sulle nuove tecnologie oggi disponibili in Italia in molti settori, oltre a quelle qui rapidamente elencate. Non si tratta di un censimento globale ma di un primo passo per arrivarci.
In particolare ci siamo concentrati sulla descrizione di tecnologie innovative che offrono validazioni e sperimentazioni molto positive e che potrebbero prendere rapidamente quota se diventassero parte di un piano d’azione nazionale. Trent’anni fa sognavamo la Rivoluzione Verde ma mancavano gli strumentiper metterla in pratica. Oggi abbiamo tutto quel che ci serve, manca solo l’informazione e la determinazione politica.

Alla presentazione domani saranno presenti oltre a Jacopo Fo eMichele Dotti (promotori del festival EcoFuturo), Fabio Roggiolani (coordinamento FREE – Fonti Rinnovabili ed Efficenza Energetica), Marco Boschini (coordinatore Associazione Comuni Virtuosi), Claudia Bettiol (Energitismo), Daniel Tarozzi eAndrea Degli Innocenti (Italia che Cambia), Giuliano Gabbani(Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Firenze, membro del Comitato Scientifico di EcoFuturo).
Sono invitati esponenti di ogni forza politica in modo assolutamente trasversale.

Puoi scaricare il pdf qui

 

Dopo mesi di lavoro il 18 Marzo verrà presentato IL LIBRO BIANCO, il contenitore delle più grandi esperenze di ecologismo italiano che indicano la strada concreta per risparmiare 200 MIliardi di euro (8%del PIL) dallo spreco di energia e materia, creando posti di lavoro e migliorando l’ambiente… assolutamente da non perdere.

Chi si accontenta gode, ci hanno sempre detto. Io credo però che non ci si possa accontentare dei microscopici segnali positivi (+0,1% del Pil), che lasciano sperare alcuni in una possibile -lentissima- inversione di tendenza, a fronte della gravità e della profondità dei danni che la crisi ha prodotto sul piano non solo economico, ma anche occupazionale, sociale, ambientale e culturale in questi ultimi anni.

Soprattutto non ci si può accontentare quando si ha la consapevolezza che si potrebbero fare scelte di ben altra portata, che potrebbero produrre in breve tempo benefici immensi, sotto ogni punto di vista.

Al Festival EcoFuturo, lo scorso anno, abbiamo provato a mettere insieme tutte le migliori esperienze dell’ecologismo italiano per elaborare e raccogliere le proposte che potrebbero davvero cambiare l’Italia.

E ora, dopo mesi di lavoro, siamo pronti per presentarle in un Libro Bianco che lancia un messaggio forte di speranza e indica una via concreta per uscire dalla crisi.

Il Libro Bianco, che presenteremo mercoledì 18 marzo alla sala Tatarella in via degli Uffici del Vicario 21 (Palazzo dei Gruppi – piano 5), mostra infatti come riuscire arisparmiare 200 miliardi di euro (circa l’8% del nostro Pil!) dallo spreco di energia e di materia, creando milioni di posti di lavoro, difendendo salute e ambiente, promuovendo pace e diritti umani!

Appare come una vera e propria Mission Impossible, ce ne rendiamo conto. Ma a queste sfide, noi che abbiamo organizzato il Festival Ecofuturo siamo abituati da tempo! Perché ci occupiamo di nuove tecnologie da decenni. Siamo fra quelli che hanno creduto nel fotovoltaico quando sembrava potesse produrre energia solo per i giocattoli e poi l’hanno visto applicato su oltre 600.000 abitazioni ed in molte altre ecoinnovazioni che stanno entrando nella nostra società.

Abbiamo inoltre una visione corroborata da un importante comitato scientifico e da un dialogo che coinvolge numerosi Centri di ricerca italiani e internazionali. E abbiamo lavorato in questi anni per creare una rete di reti’ che coinvolga l’ecologismo nelle sue varie articolazioni: associazionismo, imprese, amministrazioni virtuose, mondo dell’informazione e della ricerca… Reti di persone che in ambienti diversi, con scelte e stili di vita estremamente variegati, hanno però in comune la ricerca di percorsi possibili verso un mondo che non si giochi il proprio futuro.

L’Italia infatti, come sappiamo, pur essendo un centro manifatturiero ed energivoro, non ha risorse fossili significative. Per questo ogni Kw di energia termica o elettrica risparmiata oppure spostata verso le rinnovabili si traduce in una maggiore autosufficienza energetica e in un importante miglioramento della bilancia dei pagamenti. Il micidiale costo delle bollette che si abbatte su famiglie, imprese ed enti pubblici e il livello dello spreco ci offrono ampi margini per trovare efficienza finanziaria dalle soluzioni di efficienza energetica.

Ecofuturo presenta in numerosi settori alcune di queste soluzioni ecotecnologiche. Le cifre in campo sono enormi:

• oltre 100 miliardi di euro di risparmi possibili nelle abitazioni, con un incremento occupazionale pari alla perdita di posti di questi ultimi anni di crisi

• il settore dei trasporti pubblici e privati può fare economie per almeno 20 miliardi di euro l’anno

• il settore dei rifiuti urbani, sanitari e speciali per 20 miliardi

•  altri 20 miliardi dalla distribuzione e depurazione del ciclo idrico

• il  settore dell’energia rinnovabile ha margini da 50 miliardi

E rimangono ancora il settore del movimento terra e dei dragaggi, quello della mobilità navale e della portualità, quello dell’agricoltura…

Il recepimento della direttiva europea con il ruolo strategico assegnato alle Energy Saving Company completano il quadro e rendono ancora più concreto l’orizzonte delle proposte di Ecofuturo. Ogni tecnologia presentata nel Libro Bianco è accompagnata anche dalle proposte di come è possibile finanziarla utilizzando i risparmi o i benefit che comporta.

Alla presentazione del Libro Bianco in Parlamento interverranno:

Jacopo Fo e Michele Dotti, promotori del Festival EcoFuturo

Fabio Roggiolani, ‘coordinamento Free’ (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica)

Marco Boschini, coordinatore ‘Associazione Comuni Virtuosi’

Sergio Ferraris, ‘Fima’ (Federazione Italiana Media Ambientali)

Claudia Bettiol, ‘Energitismo’

Daniel Tarozzi e Andrea degli Innocenti, ‘Italia che cambia’

Giuliano Gabbani, Università di Firenze, ‘Scienze della Terra’ (membro del comitato scientifico di EcoFuturo)

Sono stati invitati Senatori e Deputati di ogni schieramento, in modo assolutamente trasversale, perché crediamo che queste proposte di assoluto buonsenso possano essere recepite e promosse da chiunque sia, al di là della propria appartenenza partitica, sinceramente impegnato nell’interesse del bene comune del Paese.

Chi dovesse osteggiarle -salvo riuscire ad argomentarne scientificamente i limiti- mostrerà a tutti, in modo manifesto, di non essere libero e indipendente nel servizio ai cittadini, ma in qualche modo legato a interessi privati o peggio ancora succube delle varie lobby che controllano questi settori cruciali.

Riteniamo quindi che il Libro Bianco, al di fuori di ogni logica partitica, offrirà alla politica una possibilità concreta di promuovere un cambiamento!

P.S. La presentazione del Libro Bianco sarà anche l’occasione per lanciare l’edizione 2015 del Festival EcoFuturo, che si terrà nella prima settimana di settembre, sempre ad Alcatraz.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...