La figuraccia di Renzi e Padoan: il Pil è fermo

L’Istat conferma: il Pil italiano è invariato. Padoan polemico: “Per me sta crescendo”

Il premier Renzi: “Il deficit in Italia è il più basso degli ultimi dieci anni e continuerà a scendere non perché ce lo chiede l’Europa ma perché ce lo chiedono i nostri figli”

Nella legge di Stabilità saranno previsti 15 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia, come l’aumento dell’Iva e delle accise. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel suo intervento al forum Ambrosetti di Cernobbio. «Il rapporto deficit/Pil continuerà a scendere -ha detto- ma ci saranno comunque risorse disponibili: 15 miliardi per la rimozione delle clausole di salvaguardia», che è «il primo impegno del governo».

 

A Cernobbio l’ottimismo del governo: le cose non vanno male come si legge

 

«Stiamo valutando, anche alla luce delle esperienze precedenti, dove mettere le risorse per avere un uso selettivo e motivato a sostegno della crescita, della produttività e della competitività», ha anche detto Padoan, aggiungendo di «aspettarsi che le imprese ne possano approfittare al meglio». Infine – ha detto il ministro – «mi auguro che quello che faremo, che sarà sempre meno di quello che avremmo voluto fare, sarà anche utile».

 

«L’Italia prosegue una lunga marcia, il 2016 si chiuderà meglio del 2015 che si è chiuso meglio del 2014, del 2013 e del 2012, questo è un risultato inoppugnabile». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi commentando i dati del trimestre e sottolineando come «siamo andati meglio ma non ho bisogno di un sondaggio per dire che questo meglio non basta». «Non siamo nel gruppo di testa», ha detto Renzi sottolineando che «abbiamo recuperato il gruppo ma c’è ancora molto da fare». «Il deficit in Italia è il più basso degli ultimi dieci anni – ha aggiunto – e continuerà a scendere non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché ce lo chiedono i nostri figli».

 

Bene agricoltura e servizi

Nel secondo trimestre del 2016 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto l’Istat confermando le stime congiunturali del 12 agosto. Nel secondo trimestre 2016, le statistiche Istat sul Pil mostrano incrementi congiunturali per il valore aggiunto di agricoltura (0,5%) e servizi (0,2%) mentre diminuisce (-0,6%) quello dell’industria. Lo si evince dai dati sui conti economici trimestrali che scendono in dettaglio sull’andamento dei vari settori dell’economia.

 

Consumi fermi, investimenti in calo

Consumi fermi e investimenti in calo nel secondo trimestre del 2016. La fotografia Istat sul Pil nei mesi aprile-giugno, indica dal lato della domanda interna, consumi nazionali stazionari in termini congiunturali (sintesi di un aumento dello 0,1% dei consumi delle famiglie e di un calo dello 0,3% della spesa della PA), e investimenti fissi lordi in flessione dello 0,3%. La domanda nazionale al netto delle scorte – precisa ancora l’Istat – ha sottratto 0,1 punti percentuali alla variazione del Pil: si registrano contributi nulli per i consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private e per gli investimenti fissi lordi e un contributo negativo (-0,1 punti percentuali) per la spesa della pubblica amministrazione. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,1 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è stato positivo per 0,2 punti percentuali. Le importazioni sono aumentate dell’1,5% e le esportazioni dell’1,9%.

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