I soldi di Soros. Ecco chi li ha presi, anche in Italia

E’ stato hackerato con una incursione il sito della Open Society Foundation, creata e finanziata da George Soros. Migliaia di file con documenti sono stati resi pubblici. Sul sito http://soros.dcleaks.com/ che ha pubblicato i documenti, è comparso il seguente messaggio degli hackers che hanno realizzato l’incursione:George Soros – scrivono gli hacker –  è un magnate ungherese- americano, investitore, filantropo, attivista politico e autore che, di origine ebraica. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni . A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundation di George Soros  e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro , le strategie , le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.

http://soros.dcleaks.com/Tra i documenti c’è anche l’elenco delle organizzazioni che in Europa – e in Italia – hanno ricevuto finanziamenti dalla fondazione di Soros per le loro attività. L’elenco è leggibile a questo link:

http://soros.dcleaks.com/view?div=europe

Tutti gli altri documenti, divisi per aree geografiche, sono leggibili invece su : http://soros.dcleaks.com/

 

Illustration of George Soros by Alexander Hunter/The Washington Times

IL DENARO DIETRO IL MOVIMENTO TRANSGENDER. (IL MILIARDARIO GEORGE SOROS APRE IL PORTAFOGLIO PER TRASFORMARE L’AMERICA)

DI KELLY RIDDEL

washingtontimes.com

Tre anni fa, una sentenza della Corte Suprema ha aperto la strada ai matrimoni gay. In seguito, i media mainstream si sono posti una domanda: cosa sarebbe accaduto al movimento delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei transgender?

Dopotutto, avevano vinto una grande battaglia. Per di più, molte corporation avevano adottato politiche contrarie alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale, e due degli show televisivi d’America più visti in quel periodo, “Modern Family” e “Glee” vantavano personaggi dichiaratamente gay.

 

All’epoca della sentenza, Wilson Cruz, attivista LGBT, ha dichiarato alla CNN: “Credo davvero (riferendosi alla sentenza della Corte Suprema) sia la tessera del domino che farà ribaltare tutte le altre”. “Non intralciate il passaggio di questo treno o ne verrete travolti”.

Per assicurarsi di imprimere un’accelerazione agli eventi, il miliardario George Soros, attraverso la sua Fondazione per la Promozione delle Open Society ha dedicato almeno 2,7 milioni di dollari alla causa, stando alla sua dichiarazione dei redditi di quell’anno.

Tra i repubblicani, a quel tempo, c’era chi pensava erroneamente che il movimento LGBT avesse raggiunto l’apogeo e che le guerre culturali potessero dirsi concluse. Erano convinti che la parte si concentrasse ora sugli aspetti finanziari che non erano stati neppure lontanamente dibattuti.

Ma era una sciocchezza; il movimento LGBT si stava appena mettendo in moto e i gruppi sostenitori di Soros stavano già pianificando la prossima vittoria.

Ci sono voluti più di due anni, seppure in apparenza inaspettato agli occhi di molti conservatori, per vedere esplodere questa estate il dibattito sulla questione del bagno transgender dopo l’approvazione da parte dei legislatori della Carolina del Nord di un progetto di legge che impone l’utilizzo dei bagni in relazione al sesso registrato alla nascita. Il Dipartimento di Giustizia è intervenuto dichiarando tale legge una violazione del Civil Rights Act, scatenando così la furia mediatica: sorgeva il loro nuovo movimento per i diritti civili.

Si trattava di un dibattito che era stato filtrato per anni a livello nazionale.

Quindi quale è stato il punto di svolta per la Carolina del Nord? I ben finanziati organizzatori del movimento LGBT hanno riscosso successo in California che gli ha fornito un modello da applicare in altri stati, proprio nell’anno delle elezioni. La Carolina del Nord è un battleground state, un terreno di scontro con annesse ricadute presidenziali e i liberali amano battersi per le guerre culturali. Dopotutto, è stato il Presidente Obama ad accendere per primo il fuoco.

Il dibattito sull’utilizzo dei bagni ha avuto inizio in California, dove il Gay Straight Alliance Network, un’organizzazione con base a Oakland, ha esercitato pesanti pressioni per i diritti dei transgender. Come si apprende dal loro sito web, il gruppo è “un’organizzazione LGBTQ di nuova generazione che promuove la giustizia razziale e sessuale e che consente a giovani leader alleati di sostenere, organizzare e mobilitare un movimento intersezionale”.

Hanno dato vita ad associazioni promotrici dell’alleanza etero-gay in più del 61% delle scuole della California e nello stato hanno promosso ed ottenuto con successo 11 leggi a favore della comunità LGBT, incluso un progetto di legge del 2013 che concedeva agli studenti di partecipare agli sport di squadra e di utilizzare il bagno del loro sesso di preferenza.

La Gay Straight Alliance (GSA) ha contribuito fortemente all’organizzazione dei gruppi nella Carolina del Nord.

Hanno fornito il loro aiuto nel redigere un piano d’offerta formativa sulle tematiche LGBT in accordo col programma LEARN NC della University of North Carolina, al fine di promuoverne l’insegnamento e la discussione. Hanno cooperato per creare una linea d’azione che ha fornito agli attivisti LGBT un piano per esercitare pressione, incluso quali hashtag utilizzare sui social media e come redigere una lettera di reclamo da indirizzare allo U.S. Office for Civil Rights.

Nel 2013, Soros ha elargito alla Gay Straight Alliance (GSA) una somma di 100 mila dollari.

Quello stesso anno anche il Gay and Lesbian Community Center di Los Angeles ha ricevuto 130 mila dollari da Soros. La loro Leadership Lab è stata pubblicizzata questa primavera sulla rivista scientifica Science che ha valutato l’impatto che un sondaggio porta a porta può avere sulla riduzione della transfobia. Tale modello è stato impiegato a livello nazionale.

Secondo lo studio, la Leadership Lab “è stata in grado di quantificare in maniera del tutto autonoma l’impatto che stavamo avendo sugli elettori: la stessa diminuzione in tema di omofobia registratasi in passato che ha richiesto un cambiamento progressivo lungo 14 anni, si sta registrando qui, in tema di transfobia dei votanti, nel corso di una sola breve conversazione con un sondaggista della Lab. Oltretutto, il loro studio mostra che questo tipo di approccio sta iniziando a contrastare l’efferato “mito del bagno” che la nostra opposizione ha propagato, di elezione in elezione, per spaventare gli elettori nel votare contro la comunità transgender”.

Il GATE, Global Action for Trans Equality, con quartier generale a New York, ha ricevuto 244 mila dollari dal signor Soros. L’ obiettivo principale è quello di riunire tutte le organizzazioni LGBT al fine di creare un megafono più fragoroso, disponendo delle pratiche migliori e di consigli sulla raccolta di fondi.

Quindi cosa accadrà al movimento?

Il form 990, relativo al pagamento annuale d’imposta, compilato da Soros per l’Internal Revenue Service, ci ha dato qualche indizio.

Secondo la sua dichiarazione dei redditi del 2014, avrebbe fondato l’organizzazione Streetwise and Safe con sede a New York con lo scopo di supportare “un progetto nazionale che avesse come obiettivo cardine quello di aumentare la sicurezza dei giovani della comunità LGBTQ durante le interazioni con le forze dell’ordine nonché di sviluppare le competenze e le abilità in materia di patrocinio per impegnarsi nel dibattito sulle pratiche di politica discriminatoria”.

Lo stesso Soros avrebbe finanche elargito la somma di 525 mila dollari alla Justice at Stake, un’organizzazione che si occupa di promuovere la diversità nelle corti a sostegno della comunità LGBT.

“Questa assenza di diversità nelle corti di giustizia può portare alla comparsa di pregiudizi e finanche a veri e propri preconcetti” come mette in guardia sul sito il gruppo. “Una corte più diversificata migliora la qualità della giustizia per tutti i cittadini”.

Eppure, ottenere sentenze del tribunale favorevoli non è abbastanza, bisogna controllare le corti di giustizia affinché siano giuste e imparziali.

Una volta ottenuto anche questo? Sono certa ci saranno sempre più rivendicazioni.

 

Kelly Riddell

Fonte: www.washingtontimes.com

Link: http://www.washingtontimes.com/news/2016/aug/11/george-soros-the-money-behind-the-transgender-move/

11.08.2016

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di BENEDETTA D’URSO

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