di Raffaele Vescera
La Baia di Pugnochiuso, prossima a Vieste, è una delle più belle del Gargano e forse del Mediterraneo. La roccia bianca come zucchero filato striata “a torroncino” da strisce di selce color cioccolato, gli invadenti pini marittimi che lambiscono il mare turchese. Un tempo paradiso per pochi uomini liberi, negli anni ’60 fu “sequestrata” dallo Stato italiano per mano dell’Eni, che, negli stessi anni sequestrava anche l’enorme giacimento di gas della Capitanata, senza dare nulla in cambio.
L’Eni di Enrico Mattei volle fare di Pugnochiuso un paradiso per i propri dipendenti ma poi lo divenne per pochi ricchi e, calpestando il diritto dei cittadini ad accedervi, fece recintare la baia mettendovi all’ingresso ringhiosi guardiani. Fece costruire un grande albergo a picco sul mare in stile ospedaliero, insieme a molte palazzine di color cacca in stile montanaro con appartamenti venduti a carissimo prezzo.
La splendida tradizione architettonica garganica, fatta di bianche casette con i tetti a cupola in stile mediterraneo cicladico che regala paesi e paesaggi fiabeschi, fu ignorata completamente e Pugnochiuso divenne un anonimo residence uguale a tanti, come se fosse a Rimini, nonostante la conservazione del grande parco che la circonda popolato da cinghiali, daini e mufloni.
Negli anni ’90, in seguito alle grandi privatizzazioni dello Stato, Pugnochiuso fu venduta, immaginate come, al potente gruppo Marcegaglia, che intanto si preparava a costruire numerosi e distruttivi inceneritori nel Tavoliere delle Puglie.
Emma Marcegaglia fece costruire altri villini, questa volta bianchi, ma in stile horror, così, quella che poteva essere la baia più bella del mondo fu sciaguratamente devastata dalla colonizzazione interna dello Stato italiano.
Pugnochiuso, anche nel nome così evocativo e combattivo, è una perfetta metafora del Mezzogiorno, bello, colonizzato e devastato.
Chiudo, così con rabbia e senz’allegria, il mio pensierino di ferragosto.

Enrico Mattei e il Gargano

Chissà se quel giorno Mattei avesse scelto un’altra traiettoria anzichè i cieli blu del Gargano, chissà cosa sarebbe accaduto se quest’uomo non fosse stato così colpito dal verde del Gargano e dal fascino del nostro territorio!

Certo è che noi garganici abbiamo il dovere di ricordare quanto ha fatto per noi e il turismo questo evento, dobbiamo ricordare che quel giorno del 1959 a Vieste non c’era neanche un albergo, lo stesso esclusivo Hotel Pizzomunno nacque per l’esigenza di ospitare i dirigenti Eni, intenti nella progettazione e realizzazione di Pugnochiuso. In un “Porta a Porta” dello scorso anno Giancarlo Magalli ricordò il suo avvio di carriera come animatore nel primo villaggio turistico d’Italia: “Centro turistico Pugnochiuso”. Poi segui la tragica scomparsa del presidente dell’ENI Enrico Mattei e a noi rimangono ricordi e scritture, racconti e misteri, ma non solo.

Restano anche delle domande, ad esempio stiamo proteggendo quel paradiso che vide Mattei? Restano interrogativi; stiamo continuando il suo sogno o il suo sogno è scomparso insieme a lui? Restano certezze; il nostro territorio è ancora meraviglioso, ma abbiamo davvero voglia di difenderlo e renderlo esclusivo e ben organizzato come lui prospettava?

Ci auguriamo che questo lavoro possa sensibilizzare in questa direzione e possa anche aiutare a divulgare il ricordo, la conoscenza e i sogni di questo straordinario personaggio, sia con una maggiore informazione nelle scuole locali, che attraverso le iniziative dei vari Enti preposti con dibattiti, manifestazioni e magari un lusighiero riconoscimento alla memoria.

Oggi, 29 agosto 1959, Enrico Mattei scopre il Gargano e fonda il villaggio Eni di Pugnochiuso

Oggi, 29 Agosto del 1959, Enrico Mattei sorvola il Gargano su un velivolo leggero. Avvisando un’insenatura decide di realizzarvi un villaggio Eni: nasce Pugnochiuso*

 

(dall’Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

QUANDO MATTEI SCOPRI’ PUGNOCHIUSO ED ESCLAMO’: «MA QUESTO È IL PARADISO!»

(da pugnochiuso.com)

La storia di Pugnochiuso ha inizio negli anni sessanta quando l’allora presidente dell’ENI, Enrico Mattei, rimase particolarmente colpito dalle bellezze del territorio comunale. Si racconta che in un mattino di sole del 1959, il presidente, sorvolando con l’aereo personale la costa viestana, rimase affascinato dalla sua bellezza. Chiese al pilota di effettuare più di un passaggio. Giunto nei pressi di Pugnochiuso, Mattei esclamò “Ma questo é il paradiso!”. Ritornato a Roma, ripensò a quel territorio che ricordava con tanto entusiasmo e poiché aveva immaginato di poter realizzare una struttura turistica, offrì al Comune, proprietario di una notevole superficie di terreni nell’ambito di tutto il comprensorio della località denominata Pugnochiuso, una somma che teneva conto della natura del terreno, della consistenza e della coltura nonché delle somme occorrenti per rendere liberi i terreni occupati e le migliorie apportate dagli occupatori. Gli amministratori del tempo con atto consiliare del 26 marzo 1962 stabilirono a maggioranza il prezzo di vendita in Lire 250.000 ad ettaro pari a 25 Lire al metroquadro. Nasceva così Pugnochiuso, il Centro Vacanze dell’ENI, la cui immagine attraverso l’Azienda di Stato fece ben presto il giro del mondo e l’industria turistica del Gargano e di Vieste cominciava a muovere i primi passi. Erano i tempi in cui si stava realizzando la strada litoranea provinciale Vieste-Mattinata, con una biforcazione che dalla località Campi conduceva alla località Pugnochiuso. Il terreno acquistato, esteso circa 2.400 ettari, é stato utilizzato per una parte a riserva di caccia e per la parte restante ad uso turistico con due strutture alberghiere: Hotel del Faro e Hotel degli Ulivi; residences, sala congressi ed edifici per attività commerciali: Piramide. L’attività del complesso, inizialmente gestita dall’Ente proprietario, verso la fine degli anni sessanta é stata affidata a società esterne. I mancati interventi di manutenzione per le numerose strutture esistenti hanno fatto tramontare ingloriosamente il mito di Pugnochiuso.

 

* A PUGNOCHIUSO GIANCARLO MAGALLI FU IL PRIMO ANIMATORE TURISTICO ITALIANO, PER POI APPRODARE IN RAI

(daclubanimazione.it)

Pochi sanno che il famoso Giancarlo Magalli fu il primo animatore turistico italiano. E, soprattutto, pochi sanno che iniziò la sua carriera, che lo porterà poi alla Rai, nel villaggio turistico Pugnochiuso in Puglia, nel Gargano, che sarebbe stato inaugurato nell’estate del 1969. Nel maggio del 1969 Giancarlo si congeda dal militare e parte per la Puglia. Pugnochiuso è una struttura molto bella e attrezzata (comprende due alberghi, bungalows, ville, spiaggia, impianti sportivi), ma soprattutto grande, arrivando ad ospitare fino a duemila persone. Per quattro mesi, completamente da solo, Giancarlo Magalli si ritrova ad organizzare ogni momento della giornata, comprese le serate e la redazione di un giornalino del villaggio, in uscita tutte le mattine, per duemila persone. Tornei, feste in maschera, gite in barca, serate a tema, gare sportive, olimpiadi, bruschette al chiaro di luna, giochi e intrattenimenti di ogni genere tengono piacevolmente occupati gli ospiti che si avvicendano a Pugnochiuso da maggio fino a settembre, quando il primo animatore d’Italia torna a casa a Roma stravolto, ma soddisfatto dell’impresa.

L’esperienza si rivela utile, le lezioni e i trucchi imparati nella stagioneesperimento dell’estate ’69 vengono messi in pratica fin da subito e già l’estate successiva l’équipe di animatori di Pugnochiuso è formata da tredici elementi, dai tecnici agli animatori per i bambini, passando per gli istruttori sportivi e gli animatori nel senso più stretto del termine, i futuri “contattisti”. L’animazione diurna offre attività per qualsiasi fascia d’età, dalla nursery all’animazione per gli adulti, e quella serale spazia dalle tradizionali corride e feste in maschera, agli spettacoli preparati dalla stessa équipe, passando per gli spettacoli esterni, di artisti allora ad inizio carriera, contattati direttamente dal capo animazione Magalli. Sul palco dell’anfiteatro di Pugnochiuso passano tante delle allora giovani promesse dello spettacolo italiano: Cochi & Renato, Lino Banfi, i Giancattivi, i Gatti di Vicolo Miracoli, Pippo Franco. Grazie proprio a quest’ultimo Giancarlo Magalli avrà l’occasione di iniziare una collaborazione durata tredici anni, che darà il via alla sua carriera come autore, portandolo poi fino in RAI.

Furto per 70mila euro al Pugnochiuso Gruppo Marcegaglia. I ladri a colpo sicuro

Vieste – “UNA rapina pulita, rapida, da veri professionisti”. Furto stamane alCentro turistico di Pugnochiuso, nel territorio di Vieste (Foggia). Due uomini, con il volto coperto da un passamontagna, si sono fatti consegnare denaro pari a 70mila euro, per poi fuggire a bordo di un’autovettura (una Passat grigia SW) nella quale ad attenderli ci sarebbero stati altri due complici. Tre dei quattro malviventi sarebbero stati armati di pistola, uno di un fucile da caccia, probabilmente un Beretta.

La rapina sarebbe stata fatta all’interno degli uffici amministrativi della struttura. I ladri sarebbero entrati attraverso un tratturo adiacente al Resort, arrivando fino all’Hotel del Faro, situato sul costone terminale della baia di Pugnochiuso (servizio di ristorazione nel Resort). I ladri avrebbe forzato un cancello perimetrale, prossimo al residence, situato nella ‘Piana de gli ulivi’ (ex alloggi del personale), per poi percorrere il tratturo-strada di servizio fino al centro turistico. Continuano le indagini dei carabinieri del luogo, Vico del Gargano (coordinamento del Capitano A.Pisciotta) e Vieste (Capitano Gianluca Sirsi).

“UNA RAPINA PULITA” – Una rapina ‘pulita’ e molto veloce quella messa a segno sta,ame dai quattro malviventi che, prima delle 11 e 30, hanno portato via circa 70mila euro dal Centro Resort di Pugnochiuso. Naturalmente pianificata l’opera delittuosa dei 4 malviventi, due dei quali con probabile accento foggiano. Dopo il furto i due autori materiali della rapina e i due complici sono fuggiti verso Mattinata. Con certezza i ladri sono stati aiutati da un basista locale, in considerazione della accurata conoscenza dei luoghi e della velocità della stessa rapina. Si ricorda che i ladri sono entrati nel Resort da una strada secondaria (un tratturo), probabilmente di servizio. Questo lascia presuppore le informazioni date agli stessi ladri da un soggetto esterno e che conosceva bene la struttura. Esclusa per ora un’ipotesi di ritorsione di persone legate in passato alla centro turistico.

LA STORIA DEL PUGNOCHIUSO GRUPPO MARCEGAGLIA SRL – Si ricorda che a Vieste, area dove stamane è avvenuto il furto, è presente la sede operativa del Pugnochiuso Gruppo Marcegaglia srl, srl con sede Legale a Gazzoldo degli Ippoliti (MN) ed amministrativa in Località Isola di Albarella a Rosolina (Ro). La storia di Pugnochiuso ha inizio negli anni sessanta quando l’allora presidente dell’ENI, Enrico Mattei, “rimase particolarmente colpito dalle bellezze del territorio comunale”. Mattei aveva immaginato di poter realizzare una struttura turistica, e offrì al Comune, proprietario di una notevole superficie di terreni nell’ambito di tutto il comprensorio della località denominata Pugnochiuso, una somma che “teneva conto della natura del terreno, della consistenza e della coltura nonché delle somme occorrenti per rendere liberi i terreni occupati e le migliorie apportate dagli occupatori”.

Gli amministratori del tempo con atto consiliare del 26 marzo 1962 stabilirono a maggioranza il prezzo di vendita in Lire 250.000 ad ettaro pari a 25 Lire al metroquadro. Nasceva così Pugnochiuso, il Centro Vacanze dell’ENI,. Ai tempi si stava ancora realizzando la strada litoranea provinciale Vieste-Mattinata, con una biforcazione che dalla località Campi conduceva alla località Pugnochiuso. Il terreno acquistato, esteso circa 2.400 ettari, é stato utilizzato per una parte a riserva di caccia e per la parte restante ad uso turistico con due strutture alberghiere: Hotel del Faro (dove è avvenuto il furto stamane) e l’Hotel degli Ulivi; residences, sala congressi ed edifici per attività commerciali: Piramide.

L’attività del complesso, inizialmente gestita dall’Ente proprietario, verso la fine degli anni sessanta é stata affidata a società esterne.

La struttura turistica é stata ceduta al Gruppo Marcegaglia verso la fine degli anni ’90. Dal 2000 al 2004 il Gruppo Marcegaglia ha eseguito opere di ristrutturazione, ammodernamento e ampliamento per un totale investimento di circa 11 milioni di Euro. Il progetto di realizzazione del resort di Pugnochiuso é stato messo in atto in due prime fasi separate legate alle due strutture principali: l’Hotel del Faro e l’Hotel degli Ulivi. Successivemente si é attuato il progetto relativo alle strutture secondarie per la costruzione delle successive infrastrutture. I lavori si sono svolti a partire dal 1961

IL LICENZIAMENTO DEI LAVORATORI – “UNA RIDUZIONE del personale dettata da una valutazione ponderata”. Così Roberto Bellan, uno dei responsabili del Gruppo Marcegaglia Tourism di Rosolina (Ro), in merito al licenziamento dei sette (ex) occupati, a tempo indeterminato, all’interno del centro turistico Pugnochiuso Resort. La notizia fu data lo scorso novembre dai sindacalisti del Filcams di Foggia, che documentarono il licenziamento comunicato ai 7 lavoratori lo scorso 12 novembre, reso esecutivo da sabato 14. “La decisione è stata presa – dice Bellan, contattato direttamente da Stato – dopo un’attenta valutazione dei posti disponibili nella struttura del Gruppo”. In risposta alle rimostranze del sindacato Filcams di Foggia in merito ad un impegno per il quale il gruppo Marcegaglia era tenuto a “preservare l’occupazione” di tutte le 16 unità lavorative impiegate dal 2001 nel Resort viestano: “Non abbiamo avuto alcuna informazione in merito”. Questa invece la posizione al tempo del Filcams, nella persona della segretaria gen. Mary Mannocchio: “L’atto rappresenta un vera anomalia – dice la segretaria generale della Filcams – fra quanto dichiarato dalla stessa Marcegaglia nella visita fatta a Foggia (febbraio 2009) e quanto effettivamente avvenuto”. L’imprenditrice Emma Mercegaglia (secondogenita di Palmira Bazzani e Steno, fondatore dell’azienda Marcegaglia Spa, società attiva nella lavorazione dell’acciaio; sposata dal 2001 con Roberto Vancini, ingegnere informatico), avrebbe promesso infatti di prestare “maggiore attenzione” (e quindi di mantenere inalterata il reparto occupazionale) del Resort turistico di Pugnochiuso. “Anche di fronte alla crisi occorre fare il possibile per trattenere ler persone al lavoro. Licenziare non fa parte della cultura degli imprenditori. Questo – disse Mannocchio – è il refrain che amava spesso ripetere a giornali e associati (da mesi) l’imprenditrice Marcegaglia. Peccato – aggiunse Mannocchio – che a Vieste, in provincia di Foggia, la presidente nazionale di Confindustria abbia scelto di agire in maniera opposta a quanto va dicendo”. Le lettere di licenziamento riguardarono, come detto, sette lavoratori (di cui non si rivela il nome per la privacy), dipendenti a tempo indeterminato del centro turistico Pugnochiuso, acquistato nel 2001 dall’Eni.

Si ricorda che il Gruppo Marcegaglia Tourism è attivo nel settore del turismo e della gestione alberghiera e immobiliare, con quattro alberghi e numerose strutture residenziali in Italia:Albarella, isola privata situata nel Parco Naturale del Delta del Po, Le Tonnare – un villaggio vacanze a Stintino, in Sardegna, gestito dal 2008 dal Gruppo Marcegaglia Tourism, nel Parco Nazionale dell’Asinara. I Resort Pugnochiuso del Gruppo Tourism Mercegaglia, sul promontorio pugliese del Gargano, a 20 chilometri da Vieste e a circa 30 chilometri da Mattinata e si sviluppa in un’area di circa 150 Ha. Il Resort, acquistato dal Gruppo Marcegaglia nel 2001, ha continuato negli anni a rinnovare le sue strutture ricettive ed i suoi servizi, entrando a far parte del polo turistico e immobiliare del Gruppo operante con marchio “Marcegaglia tourism”.

IL LICENZIAMENTO DEI LAVORATORI – In questi anni, denunciò ancora la FILCAMS CGIL foggiana, “i servizi di amministrazione e booking, prima svolti all’interno del centro turistico di Pugnochiuso, sono stati esternalizzati ad un’altra società di Marcegaglia. Così come negli ultimi due anni si è proceduto ad assunzioni a tempo determinato fuori territorio. E dire – proseguì Mary Manocchio – che l’accordo di acquisto siglato nel 2001 prevedeva il mantenimento delle 16 unità lavorative allora occupate a tempo pieno. Nel frattempo si è scesi a 7 con pensionamenti e fuoriuscite, senza ricorrere ad un turn over. Ed ora Marcegaglia sceglie di licenziare anche i dipendenti rimasti, che hanno un’età media superiore ai 50 anni, che lavoravano nel centro turistico da più di 20 anni, e per i quali l’eventuale ricollocazione sarà difficile (i lavoratori si sarebbero incontrati in altre strutture alberghiere per discutere della crisi occupazionale in atto; preoccupati infatti del possibile licenziamento, poi realmente avvenuto ndR)”. Caso limite quello dello chef, che a luglio 2009 avrebbe maturato i requisiti per la pensione. “C’è da aggiungere che dal 2001 la stagionalità non è mai cambiata a Pugnochiuso, anzi è stata attuata una strategia che puntando ad un target alto ha portato alla perdita di una clientela medio-bassa che soprattutto attraverso le organizzazioni dei Cral garantiva presenze soprattutto nei periodi di bassa stagione”.

AL TEMPO SUL RISCHIO CHIUSURA: sarebbe “impossibile”, soprattutto in considerazione della struttura comprata con “pochi movimenti in danaro”, e sostenuta, e potenziata, con “diversi finanziamenti europei e regionali”. Unica soluzione possibile: “una vendita del Resort Pugnochiuso al miglior offerente”.

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