Cannabis, Cantone: «Sì a una legalizzazione intelligente»

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Prima ero contrario, ora credo che proposta intelligente aiuti

(ANSA) – ROMA, 18 AGO – “Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata o per evitare problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità”. Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis all’esame della Camera per iniziativa dell’intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova. Immediate le repliche. “A Cantone invierò i testi di Paolo Borsellino e di Nicola Gratteri che spiegano perché si debba essere contrari alla legalizzazione della cannabis. Cantone dimostra incompetenza e irresponsabilità”, dice il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

«Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità». Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, interpellato sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis che da settembre tornerà all’esame della Camera dei deputati per iniziativa dell’intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

«Giusto il proibizionismo sulle droghe pesanti»

«Questo — ha spiegato Cantone — mi porta ad essere molto più laico. Sarei contrario ad una legalizzazione totale. Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia, e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c’è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata e l’altro aspetto è che droghe leggere controllate, probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all’assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere su questa proposta di legge molto più laico e per molti aspetti favorevole». «Io credo che ci siamo cose su cui la proibizione resta indispensabile — ha chiarito Cantone — il proibizionismo sulle droghe pesanti è giusto, mentre sulle droghe leggere ci sono questi due argomenti, cioè evitare i contatti con la criminalità organizzata e consentire l’uso di droghe leggere controllate che siano il meno possibile trattate chimicamente e che quindi facciano meno male possibile. Questi possono essere argomenti che con una vendita controllata e quindi in qualche modo limitata potrebbero dare un senso» alla proposta.

Gratteri: «Marijuana primo passo verso droghe pesanti»

«Uno Stato democratico non può permettersi il lusso di legalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini». Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, ha ribadito un fermo no all’ipotesi di legalizzazione delle droghe leggere. Un no espresso più volte nel corso di 30 anni di carriera, sempre in prima linea contro il narcotraffico. Gratteri non ne fa solo una questione di principio, ma argomenta il suo no con motivazioni economiche e di contrasto alla criminalità. Perché, se dal punto di vista economico «il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina» è anche vero che «spesso la marijuana è il primo passaggio per arrivare poi all’assunzione di droghe pesanti» come raccontano i giovani che vivono nelle comunità terapeutiche per disintossicarsi. Un’industria che non è affatto di secondaria importanza per la ‘ndrangheta: «Vi sono vaste aree dell’Aspromonte controllate dalle cosche in cui si produce marijuana. Così come accadeva nella stagione dei sequestri, il pastore che custodiva il gregge allo stesso tempo controllava il sequestrato, oggi — conclude Gratteri — fa da guardiano alla piantagione».

Gasparri: «Cantone offre argomenti miserevoli»

«A Cantone, che oggi dirige l’Autorità anticorruzione, invierò i testi di Paolo Borsellino e di Nicola Gratteri che spiegano perché si debba essere contrari alla legalizzazione della cannabis. Cantone dimostra incompetenza e irresponsabilità. Per fortuna che Borsellino e i Gratteri dicono cose chiare in materia di lotta alla droga, mentre Cantone si iscrive al partito delle sciocchezze». Così il senatore Maurizio Gasparri (FI) replicando all’intervento di Cantone sulla cannabis. «Legga Cantone le cifre di Gratteri che dimostra come le droghe leggere rappresentino solo una piccolissima parte degli introiti della criminalità che si occupa di droga». E ancora: «Rifletta sul rischio che un allargamento del mercato attraverso la legalizzazione della cannabis possa far crescere i proventi della criminalità impegnata ancor di più nello spaccio di droghe più pericolose. Cantone offre argomenti miserevoli. Se mi dovesse capitare di incrociarlo in Parlamento gli dirò personalmente ciò che penso».

Della Vedova: «Legalizzare nel miglior modo possibile»

«Mi fa piacere che una persona di grande competenza e autorevolezza come Cantone abbia espresso il suo parere favorevole ad una “legalizzazione intelligente” della cannabis», ha affermato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri e tra i primi sostenitori della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. «Il nostro obiettivo, come intergruppo cannabislegale — ha spiegato Della Vedova —, è proprio quello di arrivare a legalizzare la cannabis nel modo migliore possibile, valutando in modo pragmatico e non ideologico tutti gli aspetti della questione e facendo tesoro delle esperienze in corso, in particolare negli Stati Uniti, un tempo la patria della lotta alla droga — anche alla cannabis — senza se e senza ma. Condivido l’obiettivo indicato da Cantone sulla necessità di svincolare un consumo di massa dal mercato criminale: ogni giorno in ogni città d’Italia milioni di persone entrano in contatto con le narcomafie e trasferiscono soldi leciti alle organizzazioni criminali. Questo è uno dei più clamorosi fallimenti del proibizionismo».

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