Consegnata al ministero dei Trasporti dai commissari la relazione sullo stato di salute dell’azienda. Il premier Renzi: “Sulla vicenda andremo sino in fondo, faremo pulizia”

BARI – Mentre i baresi pendolari erano (e sono costretti ancora oggi) a viaggiare su treni sporchi, scassati e sopportando ritardi su ritardi, in Ferrovie Sud Est c’era chi si arricchiva con stipendi e consulenze milionarie. È quanto emerge dalla relazione che i commissari hanno inviato ieri sera, 19 marzo, al ministero dei Trasporti. “Sulla vicenda squallida di Ferrovie Sud Est andremo fino in fondo. Abbiamo commissariato. E faremo pulizia totale. Il Sud cambia verso”, scrive oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter.In dieci anni le Ferrovie Sud-Est hanno sperperato 272 milioni di euro tra consulenze, spese legali e l’esternalizzazione di servizi. Fse oggi è una società in crisi, sull’orlo del fallimento e le cause sono “innumerevoli, stratificate e complesse”, scrive Viero, tra cui figura l’”ingiustificato ricorso a consulenze ed esternalizzazioni di servizi”, e l’”opacità” nella direzione investimenti. L’ex amministratore Luigi Fiorillo dal 2004 al 2013 ha incassato 13,7 milioni di euro, comprese le 9 consulenze che si è assegnato “in palese conflitto di interessi” e che gli hanno fruttato 4,9 milioni. Dal 2006 al 2015, Sud Est ha speso 83 milioni per l’esternalizzazione della contabilità, 116 per quella dei sistemi informativi, 73 per le consulenze e le spese legali. Capitolo consulenze: un solo avvocato ha incassato in 15 anni circa 27 milioni di euro. Per l’archivio Fse ha speso 5 milioni.

Annunci