Il quinto e ultimo satellite del Muos è operativo, completando la costellazione da cui dipende l’intero sistema; i sottomarini nucleari Usa in missione sono già interconnessi. Il lancio era avvenuto il 24 giugno, ma a seguito di un malfunzionamento si sono rese necessarie manovre per ovviare al problema.
Come noto, il Mobile User Objective System – Muos – fornisce a tutti gli assetti militari Usa la possibilità d’interfacciarsi con una velocità 16 volte superiore al sistema satellitare esistente (Uhf). I quattro satelliti del Muos sono in orbita geostazionaria a 22mila miglia d’altitudine, con un quinto di riserva (quello appena lanciato) pronto a sostituire qualunque degli altri andasse in avaria.

Ogni satellite si interfaccia con due delle quattro stazioni a terra, situate a Kojarena, in Australia, a Chesapeake, in Virginia (Usa), nelle Hawai e a Niscemi, in Sicilia, ad una cinquantina di chilometri dalla base Us Navy di Sigonella, la più grande del Mediterraneo. Quest’ultimo impianto sorge nella stessa zona dove sono attive dal 1991 le 46 antenne del Naval Radio Transmitter.

Nonostante le ripetute proteste delle popolazioni ed i procedimenti amministrativi avviati contro la manifesta illegittimità delle opere, l’impianto di Niscemi sarà pienamente operativo entro il 2017 a seguito delle pesanti pressioni esercitate sia dal Dipartimento di Stato Usa che dall’Ambasciata.

Per l’Italia è l’ennesima abdicazione di una sovranità nei fatti mai avuta, che concede ad uno Stato straniero porzioni del proprio territorio perché vi eserciti attività militari, non in funzione di comuni (sia pur discutibilissime) alleanze come la Nato, ma esclusivamente per i suoi assetti militari ed in funzione dei suoi soli interessi, che persegue senza tener in alcun conto lo Stato che lo ospita. Un uso che fa spregio dei territori e delle popolazioni, ma tant’è, nulla di nuovo per questo Paese eternamente genuflesso a Washington.

 

Muos, attivista fermato con cd masterizzati in auto
Oltre tremila euro di multa. «Repressione ridicola»

Quasi tremila euro. È l’importo della sanzione comminata ieri a un attivista NoMuos originario di Ragusa. L’uomo si trovava in contrada Ulmo, a Niscemi, dopo aver partecipato a una riunione programmatica del gruppo che da anni si oppone alla realizzazione dell’impianto satellitare statunitense, quando è stato fermato dai militari dell’esercito. Controlli oramai divenuti di routine per gli attivisti, ma che stavolta sono andati oltre. Il giovane, infatti, è stato perquisito anche dalla guardia di finanza che ha rinvenuto nella sua auto 14 cd masterizzati, contenenti musica.

La scoperta, che a molti suonerà quasi bizzarra, ha portato al trasferimento nella tenenza delle Fiamme Gialle di Gela, dove l’attivista ha trascorso diverse ore prima di sapere che quei cd lo porteranno – a meno di vedere accolto un eventuale ricorso – a pagare migliaia di euro di multa. Sanzione che in un primo tempo, stando a quanto scrivono sui social network altri NoMuos, sarebbe stata di oltre 14mila euro, per poi essere ridotta.

Duro il commento degli attivisti. «I solerti uomini delle forze del (dis)ordine se ne inventano sempre una nuova per colpirci – si legge in una nota -. Questa volta a far drizzare le antenne agli uomini delle forze dell’ordine sono stati degli oggetti non particolarmente pericolosi per l’ordine pubblico:normalissime compilation masterizzate in formato compact disc che Massimo teneva in macchina. Niente di più normale: 14 cd con musica estratta dai dischi originali. Ovviamente sul posto Massimo, residente a 100km da Niscemi, non è riuscito a dimostrare di possedere i dischi originali. Un livello di repressione ridicolo».

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