La poetica post-internet/seapunk/post-seapunk dei DEAD MEAT

il

Antonella Di Biase — lug 15 2016

https://player.vimeo.com/video/174544159

WorldBreakers di Dead Meat su Vimeo.

Il festival Drodesera è un evento di performance, danza, teatro e arti visive internazionali organizzato dal centro per le arti CENTRALE FIES di Dro (TN). La 36ma edizione si terrà dal 22 al 30 luglio, e noi di The Creators Project  saremo tra i media partner. Quest’anno, il concept che connette tra loro i lavori dei vari artisti è tanto ambizioso quanto punk: WORLD BREAKERS—distruttori di mondi.

La campagna di comunicazione, che definisce tanto il mood quanto la poetica del festival, è stata realizzata in collaborazione con DEAD MEAT—un collettivo modenese di arte e fashion design che basa le sue creazioni su filosofia, semiotica, web e contemporaneità. Il risultato è “un manifesto corale e splittato in tre immagini in cui vengono disegnati mondi in attesa di qualcosa o qualcuno che ne cambierà gli equilibri” cita il comunicato stampa.

Foto: Dead Meat & RaneFritte

Per saperne di più sulla poetica creepy e sovversiva di questo collettivo emiliano, che collabora con il festival dal 2010, li ho contattati via Skype—anche perché il loro sito è una supercazzola.

“DEAD MEAT nasce 10 anni fa con l’intento di trovare un modo più semplice per fare arte, comunicare, senza entrare nel vecchio circuito delle gallerie,” mi spiega Giovanni Battista De Pol, uno dei membri. “All’epoca o facevi T-shirt o facevi graffiti. Noi abbiamo scelto le T-shirt. Vendiamo abbigliamento per guadagnare e fare quello che ci piace, è una forma di autofinanziamento.”

“Il concept del festival di quest’anno, ‘World Breakers’, indica individui che si assumono il compito di infrangere le regole di microsocietà definite, persone che modificano il sistema dall’interno” continua De Pol. “Il video è una specie di collage video un po’ analfabeta di frammenti di società e le relative infrazioni. Anche le foto rappresentano delle microsocietà simulate. La prima, per esempio, raffigura un mondo di ragazze tra i 15 e i 25 ascrivibile a un’estetica che puoi chiamare come vuoi, seapunk, postseapunk, postinternet… Le etichette sono varie. C’è un citazionismo esasperato e non approfondito che ricorda un po’ gli anni Novanta, ma se lo analizzi bene ci sono diverse infrazioni.”

“La seconda foto invece rappresenta la ricca borghesia di provincia, la terza delle serre con dei finti botanici. Abbiamo lavorato sul confine tra finzione e realtà”.

Foto: Dead Meat & RaneFritte

Foto: Dead Meat & A.Pizzalis

Quando gli chiedo di descrivere la poetica generale a cui si ispira la loro arte, barcamenandomi tra definizioni a caso con la preposizione ‘post’, De Pol mi risponde che l’unico principio a cui si attengono è la casualità della creazione artistica.  “Secondo me i lavori hanno senso nella misura in cui li guardi ed esistono. È fallimentare per un artista giustificare concettualmente il suo lavoro, soprattutto in un’epoca di immagini decontestualizzate come quella di oggi” conclude.

Per saperne di più sul lavoro dei DEAD MEAT visitate la loro pagina Facebook. Il sito, come vi dicevo, non funziona. Se invece siete interessati al programma del festival Drodesera XXXVI, visitate il sito di Centrale Fies!

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