Milano, il paradosso del cemento: invenduti la metà di case e negozi, ma si costruisce

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Un rapposto di Nomisma sul mercato in città: compravendite dimezzate, ma ci sono 1.200 nuove iniziative immobiliari. Gros-Pietro (Intesa Sanpaolo): “Servono progetti sostenibili e di grande respiro”

di LUCA DE VITO

25 giugno 2014

Un mercato in calo che dalle abitazioni, passando per negozi e uffici mostra segni di stanchezza. Con un gigantesco patrimonio immobiliare che rimane invenduto. E nonostante questo si continua a costruire. È questa la fotografia del mercato immobiliare milanese fatta dal rapporto quadrimestrale dell’osservatorio del centro studi di Nomisma. Nei primi mesi dell’anno il mercato delle case private ha mostrato una domanda d’acquisto in calo, con un dato su tutti: il 51 per cento delle abitazioni che sono in vendita non trovano compratori per più di un anno. E il 36 per cento di quelle che cercano un affittuario rimangono vuote per oltre sei mesi. Nel frattempo cresce anche il tempo medio di vendita (+0,4 mesi in un anno) e quello di locazione (+0,3 mesi).

È la conferma di una tendenza che si è instaurata da anni: il volume del mercato in tutta la provincia è sceso dalle 13mila compravendite del 2006 alle attuali 7mila. Grave anche la crisi del settore nel caso degli uffici: 65 su cento rimangono invenduti da oltre 12 mesi, mentre addirittura soltanto 1 ufficio su 5 è stato affittato negli ultimi sei mesi. «Lo scarso dinamismo di questo comparto — spiegano i tecnici di Nomisma — è testimoniato dalla crescita dei tempi medi per la vendita arrivati a 8 mesi, con punte di 10,5 mesi in periferia». Cambia poco anche per quanto riguarda i negozi: più di uno su due è rimasto invenduto nell’ultimo anno.

Eppure si continua a costruire. Secondo i dati di Nomisma, tra il 2010 e il 2014 sono partiti 1.210 progetti di sviluppo immobiliare, di cui 361 sono operazioni di nuove costruzioni. Di queste, il 44 per cento è nel comune di Milano. E in città il 31 per cento di questi progetti è già stato avviato. Di questi numeri si è parlato alla prima giornata dell’Expo Italia Real Estate, la fiera del settore immobiliare, che durerà fino al 26 giugno. La parola d’ordine, qui, è riqualificazione dell’esistente, ovvero come trovare un modo per ridare valore agli immobili e provare a risolvere il problema dell’invenduto.

«Il Paese è interessante e gli investitori se ne accorgono — ha detto il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro — ma bisogna abbandonare l’idea dell’affare. Servono progetti sostenibili, di grande respiro e di lungo termine».

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