Palermo, 8 luglio 1960: il ricordo di una strage

Sono trascorsi 55 anni da quell’8 luglio in cui piazza Politeama fu spettatrice di una strage in cui, durante quello che sarebbe dovuto essere uno sciopero pacifico, 4 persone persero la vita, 36 rimasero ferite dai colpi di arma da fuoco, 370 rimostranti furono fermati e 71 arrestati.

Uno sciopero indetto dalla Cgil per i fatti di Reggio Emilia, per protestare contro il governo Tambroni, ma soprattutto per reclamare quei diritti che legittimamente spettavano alla classe operaia palermitana, ma che continuavano ad essere negati all’insegna di un divario tra nord e sud che a quel tempo non solo era preponderante ma continuava essere meticolosamente imposto. Quel giorno si manifestava proprio per ottenere “giustizia”e con la parola d’ordine “uguaglianza” si pretendeva equità salariale in tutta la nazione, in considerazione delle irregolarità che portavano alla luce quanto effettivamente il Mezzogiorno siciliano si trovasse in uno stato di arretratezza lasciato appositamente a livelli involutivi.

Un operaio palermitano prendeva solo il 60% del salario di un genovese, le leggi agrarie che disciplinavano il lavoro agricolo erano inesistenti e le mobilitazioni popolari per rivendicare quanto spettava ad una classe martoriata da anni di privazioni, furono represse nel sangue.

Quel mattino di 55 anni fa, la celere caricò su una folla disarmata che tentò di difendersi lanciando sassi e bastoni di legno contro i colpi di pistole, fucili e mitragliette. Giuseppe Malleo (16 anni) fu il primo ad essere colpito da una pallottola di moschetto al torace, subito dopo Andrea Cangitano (19 anni) fu ucciso a colpi di mitra insieme a Francesco Vella (operaio di 42 anni). Rosa La Barbera fu invece la quarta vittima (53 anni) raggiunta da un colpo di arma da fuoco mentre chiudeva la finestra di casa.

Oggi come ogni anno il ricordo va a quel giorno e l’iniziativa istituita per l’occasione con lo slogan “Diritti – lavoro – democrazia – legalità” non solo vuole commemorare una strage, ma riflettere e attribuire la giusta funzione mnemonica ad una giornata in cui le pari dignità ad ogni fattispecie di classe lavorativa sono il punto di partenza di un percorso che negli ultimi anni sembra essere in uno stato di arresto a causa della cosiddetta “crisi occupazionale”, che tuttavia non può continuare a procedere in una direzione di ulteriore declino.

La location scelta per la ricorrenza è la Real Fonderia alla Cala che già dalle ore 9.00 è iniziata con l’apertura ai lavori da parte del segretario della Fillea Cgil di Palermo Francesco Piastra e i successivi interventi diEmanuele Macaluso (in collegamento telefonico), del presidente del centro Pio la Torre Vito Lo Monaco, del segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo, con la partecipazione del docente di Diritto del LavoroAlessandro Bellavista, del sindaco Leoluca Orlando.
La conclusione sarà invece affidata a Walter Schiavella, segretario nazionale Fillea Cgil con la moderazione diPiero Ceraulo della segreteria Fillea Cgil di Palermo.

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