Inchiesta banche popolari, il premier Renzi sentito dalla Procura come testimone

L’interrogatorio il 20 maggio scorso. La denuncia del presidente della Consob sugli acquisti irregolari e l’ipotesi insider trading. Si parla anche del coinvolgimento di Carlo De Benedetti.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato sentito dai magistrati della procura di Roma, che si sono presentati a Palazzo Chigi una ventina di giorni fa, e lo hanno interrogato, in quanto persona informata sui fatti, in relazione all’ipotesi di insider trading per il decreto sulle banche popolari e i movimenti di Borsa nei giorni precedenti l’approvazione del provvedimento da parte del governo. L’interrogatorio, scrive in particolare il Corriere della Sera, è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la denuncia della Consob sulle plusvalenze realizzate in Borsa da alcuni imprenditori a ridosso del decreto sulle banche Popolari.

Era stato il presidente della Consob Giuseppe Vegas a denunciare la compravendite dei titoli sul mercato borsistico a metà gennaio di un anno fa. “L’analisi della dinamica delle quotazioni nel periodo antecedente al 16 gennaio 2015” giorno in cui il governo aveva approvato il decreto per privatizzare le Popolari, “evidenzia un’operatività potenzialmente anomala, in particolare per alcuni soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio vendendo poi la settimana successiva” aveva detto Vegas in Parlamento.

Stando alla ricostruzione di Vegas, i primi rumors sul decreto avevano iniziato a circolare il 3 gennaio, mentre i titoli coinvolti avevano fatto registrare nel periodo tra il 3 gennaio e il 9 febbraio rialzi compresi tra l’8% di Ubi Banca e il 57% di Popolare dell’Etruria. Nei mesi scorsi era emerso il coinvolgimento nell’indagine anche di Carlo De Benedetti, che avrebbe acquistato azioni tramite una società personale, la Romed, investendo una cifra intorno ai 6 milioni di euro con una plusvalenza di 600 mila euro. L’esito degli accertamenti è stato quindi trasmesso alla procura capitolino, che ha aperto un fascicolo e sentito una serie di persone, tra le quali appunto Renzi.

Il decreto del governo Renzi ha portato alla trasformazione in società per azioni delle Banche Popolari cooperative, al di sopra una certa soglia di attivi. Si sono così trasformate in spa una serie di banche popolari quotate in Borsa come Ubi Banca, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Popolare dell’Emilia Romagna. Il decreto ha riguardato anche istituti non quotati come la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, poi travolte dagli scandali.

 

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