Elezioni Napoli, quella foto tra l’attivista del Pd indagata per voto di scambio e il boss dei Barbudos ucciso a Ponticelli

Lei si chiama R.C., ha 22 anni e ha contribuito al successo elettorale di Anna Ulleto: entrambe sono finite nel mirino della Procura di Napoli, che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Lui si chiamava Raffaele Cepparulo, aveva 25 anni, è stato freddato il 7 giugno scorso nell’ambito di una faida di camorra. Il giorno dopo l’omicidio, la militante dem ha postato su Facebook uno scatto e un ricordo di loro due insieme. E ora quell’immagine fa discutere

Lei è una militante del Pd di Napoli, R. C, che ha concorso al boom elettorale di Anna Ulleto, la ‘quasi’ neo consigliera comunale diNapoli, entrambe sono indagate per voto di scambio alle ultime elezioni. Lui è Raffaele Cepparulo, un giovane boss appena ucciso. R. C., indagata di corruzione elettorale nel Pd a Napoli, e Cepparulo, l’uomo assassinato pochi giorni fa in una faida dicamorra, sono insieme in una foto. Lei commemora lui sui social con parole d’affetto: “Mancherai a tutti. Rip. Ultimo”. Ecco l’immagine che collega le vicende dell’inchiesta su due candidate dem alle recenti amministrative, Anna Ulleto e Rosaria Giugliano, e l’omicidio di Cepparulo, il 25enne boss dei ‘barbudos’ della Sanità, assassinato il 7 giugno a Ponticelli dove aveva cercato invano riparo dalla faida delle Fontanelle, una faida che insanguina la guerra tra i clan del centro storico per il controllo delle piazze di spaccio.

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R. C. infatti è una ragazza di 22 anni che divide con Ulleto e Giugliano l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio. Ulleto era candidata al consiglio comunale diNapoli, ha ottenuto 2267 preferenze e verrà eletta in caso di vittoria di Luigi de Magistris. Giugliano è stata venti anni consigliera di municipalità a Mercato Pendino, alle ultime elezioni ha ottenuto circa 300 preferenze ed è rimasta fuori dal parlamentino circoscrizionale. La Procura di Napoli, pmFrancesco Raffaele e procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, ipotizza che una cricca composta quasi esclusivamente di donne (cinque indagate su sei) abbia ramazzato in giro voti in cambio di promesse di tirocini nel programma ‘Garanzia Giovani’ riservato agli under 29 che non studiano e non lavorano. Il decreto di perquisizione eseguito nelle abitazioni e nei comitati elettorali delle candidate pochissimi giorni dopo le elezioni, fa riferimento anche a R. C. E’ indagata anche lei del reato associativo, avrebbe partecipato alla presunta compravendita dei voti in favore delle due candidate Pd. I carabinieri hanno ritrovato nei comitati elettorali Ulleto e Giugliano liste di persone e numerose fotocopie di carte d’identità. Giugliano ha dichiarato a Il Fatto Quotidiano che le fotocopie dei documenti riguardavano persone che si rivolgevano a loro per accedere alla carità delladistribuzione di pacchi alimentari, e nei giorni scorsi un video diFanpage ha collegato la campagna elettorale di Ulleto a questedistribuzioni: un uomo ha dichiarato ai cronisti del sito che insieme ai pacchi qualcuno dell’associazione gli aveva dato anche ibigliettini elettorali della aspirante consigliera comunale.

R. C. è una militante dei dem di Mercato-Pendino:ilfattoquotidiano.it ha visionato un video in cui lei e Anna Ulleto festeggiano in un circolo Pd, insieme ad altri iscritti, il risultato delle primarie del 6 marzo, davanti a pasticcini e spumante. Si vede R. C. che viene pubblicamente lodata per l’impegno profuso, tra gli applausi. R. C. è la stessa ragazza che il giorno dopo l’omicidio di Cepparulo posta una foto dei due insieme ad altri due amici. “Mancherai a tutti! – scrive – Almeno lì troverai la pace e la serenità che qui non hai mai trovato! Questo mondo non ti apparteneva. Rip. Ultimo”. ‘Ultimo’ era il soprannome del boss ucciso una settimana fa insieme a un altro ragazzo che si trovava nei paraggi. Cepparulo, secondo gli inquirenti, era uno dei capi di un gruppo di fuoco del clan Esposito-Sequino, rivale ai Sibillo-Giuliano. Ultimo” era finito in carcere nell’aprile dell’anno scorso insieme ad alcuni presunti complici del gruppo di fuoco soprannominato i ‘Barbudos” per aver adottato il look capelli corti-barba lunga. Ad ottobre era stato scarcerato per decorrenzadei termini. Sapeva di essere un potenziale bersaglio dopo un duplice omicidio avvenuto a maggio in una autofficina di Marano. Aveva provato a trovare rifugio da alcuni parenti nel Lotto zero diPonticelli. I killer lo hanno raggiunto lo stesso.

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